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Mali: al via ad Algeri negoziati tra governo e gruppi ribelli del nord

16 luglio 2014 | 13.03
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Prenderanno il via questo pomeriggio ad Algeri i negoziati tra il governo del Mali e i gruppi ribelli del nord del Paese nel tentativo di giungere a un accordo di pace che ponga fine al conflitto iniziato nel gennaio del 2012 e, più in generale, al decennale contenzioso sullo status dell'Azawad, ossia la regione settentrionale. A riferirlo è la stampa maliana, secondo cui questi "sono i primi negoziati a riunire tutte le parti coinvolte nel conflitto dopo quelli di Ouagadougou, in Burkina Faso", dove il 18 giugno 2013 era stato raggiunto un accordo che aveva permesso la tenuta di elezioni presidenziali e legislative in Mali, come spiega il quotidiano 'Nouvel Horizon'.

Tra i gruppi ribelli che siederanno al tavolo dei negoziati figurano il Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad (Mnla), il gruppo ribelle tuareg che a gennaio 2011 diede il via alle ostilità con il governo di Bamako, l'Alto consiglio per l'unità dell'Azawad (Hcua), due branche del Movimento arabo dell'Azawad (Maa), la Coalizione del popolo per l'Azawad (Cpa) e le milizie di autodifesa, mentre la delegazione del governo di Bamako sarà guidata dal ministro degli Esteri, Abdoulaye Diop. Algeria, Unione africana e Comunità economica dei Paesi dell'Africa occidentale (Ecowas) svolgeranno il ruolo di mediatori, mentre tra i facilitatori figurano Ue, Francia, Niger e Nigeria. Esclusi dai colloqui i gruppi terroristi legati ad al-Qaeda che per nove mesi hanno occupato il nord del Mali, prima dell'intervento militare internazionale lanciato l'11 gennaio 2013 dalla Francia, ancora in corso con la missione Onu in Mali, la Minusma.

La stampa maliana è unanime nell'affermare che i negoziati si svolgono in un contesto difficile, da un lato perché la situazione nel nord è tutt'altro che pacificata, come dimostra l'attentato suicida nel quale ha perso la vita ieri un soldato francese, dall'altro perché, come osserva il sito di notizie 'Afrik', "i punti di disaccordo tra le parti sulla natura stessa delle discussioni sono già emersi" prima dell'inizio dei colloqui. "Il governo si oppone assolutamente a una qualunque forma di 'indipendenza' o 'autonomia', che il presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita (IBK) ha definito una sorta di 'linea rossa'", posizione ribadita giovedì scorso dal premier maliano Moussa Marra. "Per negoziare, non ci devono essere precondizioni", ha detto Moussa Ag Assarid, portavoce dell'Mnla in Europa, in risposta alle dichiarazioni arrivate da Bamako. "Le condizioni del governo devono essere evocate attorno al tavolo dei negoziati. I negoziati non si possono concludere prima del loro inizio", ha aggiunto. Per l'Mnla, che a luglio del 2011 aveva dichiarato unilateralmente l'indipendenza dell'Azawad, "la decentralizzazione (promessa dalle autorità maliane, ndr) non è mai stata applicata nel nord del Paese. Se IBK ha detto che non ci saranno né federalismo e né autonomia, che cosa vuole negoziare?", si chiede Assarid, secondo cui "bisogna arrivare a definire uno statuto giuridico per l'Azawad". "Il nucleo dei negoziati - conclude - deve concentrarsi sull'autogestione di questa regione".

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