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Calcio: al via il processo per De Santis, in aula la mamma di Ciro

08 luglio 2015 | 13.56
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La morte dopo 54 giorni di agonia

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Al via a Rebibbia il processo per la morte di Ciro Esposito, il supporter del Napoli rimasto ucciso in seguito agli scontri avvenuti nella Capitale prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio dello scorso anno. Nell'aula bunker del carcere romano, dove l'aria è resa irrespirabile dai condizionatori d'aria in tilt, sono presenti l'ex ultras Daniele De Santis, in barella (anche lui rimase ferito negli incidenti di Roma), imputato di omicidio volontario, lesioni e porto abusivo d'arma, e Antonella Leardi, madre del tifoso del Napoli morto dopo 54 giorni di agonia il 25 giugno del 2014.

"Sono più determinata, meno spaventata - ha detto la mamma di Ciro all'ingresso fermandosi a parlare con Skytg24 - Per me l'impatto con la persona che ha ucciso mio figlio era forte, adesso cercherò di guardarlo con altri occhi. In quello che è accaduto io non vedo nulla che non sia criminalità: persone che scendono con caschi, pistole, pugnali e prendono di mira un autobus, persone che non sono della tifoseria, che cosa sono se non criminali? Come li chiamate voi?". Insomma, per Antonella Leardi i fatti di Roma sono chiari e non hanno avuto nulla a che fare con lo sport: "Il processo dovrebbe durare una sola giornata: è tutto così palese che mi auguro termini presto - ha aggiunto - Sarò a tutte le udienze, sempre".

Nel corso dell'udienza la Corte d'Assise ha ammesso il Comune di Napoli come parte civile. Il processo è stato rinviato al 7 ottobre prossimo.

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