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Terremoto: al via la 'Carta di Spoleto' per il rilancio del territorio

17 luglio 2017 | 10.45
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Un documento importante per il territorio umbro con l’ambizione di diventare paradigma per molte simili realtà. La Carta di Spoleto è stata presentata in un Teatro Nuovo gremito di cittadini e di rappresentanze della comunità. Collegamenti su ferrovia e su gomma, autostrade digitali, investimenti sulla cultura e sull’immobiliare: i cinque punti della carta diventano l’agenda di lavoro per il rilancio di una terra messa a dura prova dalla sequenza sismica del 2016.

“Negli anni ’50 - racconta Mauro Luchetti, presidente del gruppo Hdrà e ideatore dell’iniziativa - Spoleto non aveva alberghi e l’acqua nelle case arrivava con i secchi. Il Festival dei Due Mondi diventò un grande motore per lo sviluppo e così può essere ancora. Con il sindaco abbiamo predisposto una serie di punti per far sì che la crisi derivante dal terremoto possa trasformarsi in un’opportunità”.

Alla presentazione è intervenuto, tra gli altri, Riccardo Nencini, viceministro delle Infrastrutture. “Trasformeremo - ha detto - le progettualità in opere concrete. La Carta di Spoleto dev’essere abbracciata anche dalle tante altre realtà simili nell’Umbria. Spoleto è una città ideale in quanto parte di una comunità regionale ideale, in una rete tra i borghi che hanno le stesse caratteristiche e che possono fare squadra insieme”.

“Il Festival rappresenta un fattore importante di attrazione per il territorio, ma restano scoperti i mesi invernali”, ha commentato Giorgio Ferrara, direttore Artistico di Spoleto60.

“Per fare il vero salto di qualità - ha osservato Marco Patuano, ad di Edizione Holding - non bisogna invocare i soldi, ma proporre buone idee. Esistono capitali impazienti sui mercati finanziari, che si muovono solo se possono ottenere un rendimento del 20% l’anno, e capitali pazienti, che si accontentano di un 5% con un orizzonte dai 10 ai 25 anni. Ma questi hanno bisogno di progetti attrattivi. Il grande valore della Carta di Spoleto è gettare l’amo per un’idea in grado di attrarre i capitale pazienti. Ma, attenzione, non si tratta di capitali filantropici”.

Una delle priorità, intanto, è la realizzazione di una strada che acceleri il percorso per arrivare a Spoleto. “Lo sviluppo di un territorio - ha spiegato il sindaco Fabrizio Cardarelli - passa per la facilità con cui può essere raggiunto. La realizzazione degli ultimi 10-12 chilometri che oggi isolano Spoleto dai Terni risolverebbe il problema. Diventerebbe la trasversale d’Italia più veloce, completando la Ancona-Civitavecchia”. Esigenza simile a quella di Matera, che nel 2019 sarà capitale della cultura. “Matera - ha rimarcato il direttore del grande evento, Paolo Verri, ospite a Spoleto - è percepita come un luogo lontano e irraggiungibile, ma non lo è. È a 60 km da Bari ed entro ottobre la strada sarà tutta a quattro corsie”.

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