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Pompei: libro Alberto Angela per restaurare affresco Adone ferito

09 gennaio 2015 | 17.36
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Il volume, edito da Rizzoli, insieme con i fondi ordinari della soprintendenza, contribuirà al rirpistino dell'Adone Ferito, dipinto custodito nell'omonima Domus pompeiana che, al termine degli interventi su tutti gli apparati decorativi, sarà riaperta al pubblico

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'Adone Ferito', affresco nell'omonima Domus di Pompei

Sarà destinata al restauro dell'affresco di Adone ferito a Pompei parte degli incassi dell'ultimo libro di Alberto Angela, edito da Rizzoli. Il volume, dal titolo 'I tre giorni di Pompei', è stato presentato ieri all'Auditorium degli scavi del sito archeologico alla presenza di un pubblico caloroso. L’affresco, che si trova nella Casa dell'Adone Ferito, rappresenta la scena della morte di Adone, il bel cacciatore vistosamente ferito alla gamba sinistra da un cinghiale, che si abbandona tra le braccia di Afrodite.

Il dipinto presente nell’ambiente del viridarium (giardino) sarà oggetto di un prossimo intervento di restauro che sarà realizzato con fondi ordinari della soprintendenza speciale archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia, cui si aggiungerà il contributo della vendita del volume (4% degli incassi). Il restauro dell’affresco andrà a integrare gli altri interventi su gli apparti decorativi di tutta la casa, per consentirne la futura riapertura al pubblico.

Osanna, tra esempi di collaborazione pubblico-privato che auspichiamo

La casa dell’Adone ferito, sulla via di Mercurio, fu portata alla luce tra il 1838 e il 1839 ed è anche nota come casa di Ermafrodite, in riferimento all’altra pittura ben conservata, presente in uno degli ambienti della domus. Il primitivo impianto dell’edificio risale all’età sannitica e conserva ancora decorazioni di I stile, alternate a decorazioni successive risalenti al I sec.d.c. di alcune parti della casa in III stile.

"Non posso che plaudire all’impegno di divulgazione e conoscenza che Angela con la sua attività e il suo libro sta operando - dichiara il soprintendente Massimo Osanna - ma anche alla scelta dell’editore di destinare una parte degli introiti delle vendite al restauro di un affresco di Pompei. E’ decisamente uno degli esempi di collaborazione pubblico-privata che più auspichiamo, capaci di coniugare interventi di salvaguardia con la promozione e la diffusione della conoscenza di uno dei siti archeologici più importanti al mondo".

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