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Alcolista a 13 anni tenta il suicidio, denunciata la madre

25 marzo 2014 | 20.36
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Da tre anni beveva ogni giorno e aveva problemi di depressione. E' la triste storia di un ragazzino di 13 anni, romeno, che ieri ha tentato il suicidio a Grosseto, dove vive con la madre e la sorella. La madre del ragazzo si è giustificata dicendo di essere costretta a dargli almeno tre birre al giorno per placare i suoi problemi di depressione. La donna è stata denunciata per maltrattamenti. Ieri nel loro appartamento sono intervenuti gli agenti delle Volanti della questura di Grosseto su richiesta del 118. Quando hanno suonato alla porta si sono trovati davanti una ragazza di 17 anni, che dopo aver aperto è fuggita in una stanza.

Entrando in casa i poliziotti hanno visto poi una donna, la madre della ragazza, che, con un coltello in mano, spingeva con tutte le sue forze la porta di una stanza. Dall'altro lato c'era il 13enne, ubriaco, che tentava di aprire la porta. I poliziotti hanno bloccato la madre e sono entrati nella stanza del ragazzino: si sono trovati davanti una situazione di degrado totale con rifiuti e sporcizia sul pavimento e finestre chiuse. Il giovane, che alla vista degli agenti si è chiuso in se stesso, è stato ricoverato in ospedale a Grosseto e gli è stato rilevato un tasso alcolemico di 1,64.

La donna ha raccontato agli agenti di aver strappato il coltello dalle mani del figlio, che voleva suicidarsi. Ha spiegato che il figlio soffriva da tempo di depressione e che la situazione si era aggravata nell'ultimo periodo dopo che il padre se n'era andato di casa.

La donna ha detto di sentirsi costretta a dare al figlio tre birre al giorno per tenerlo a bada, come una cura antidepressiva, e di aver provato anche a rivolgersi ai servizi sociali ma senza successo. Una situazione che andava avanti da almeno tre anni. Il 13enne peraltro non andava a scuola da giugno scorso. La donna è stata denunciata per maltrattamenti. Il 13enne rimarrà sotto la tutela del reparto di pediatria dell'ospedale di Grosseto, in attesa delle decisioni della Procura dei minori di Firenze. La sorella del ragazzino, 17enne, è stata riaffidata alla madre.

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