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Aldo Moro, 42 anni fa il sequestro

16 marzo 2020 | 13.02
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Il ricordo di Cirino Pomicino all'Adnkronos: "La vera posta in gioco era la democrazia"

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Foto Fotogramma

Sono passati 42 anni dal sequestro di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse, un momento che segnò il punto più drammatico della strategia della tensione e degli anni di piombo. Era il 16 marzo 1978. Dopo 55 tremendi giorni, il cadavere dello statista verrà fatto ritrovare nel bagagliaio di un'auto. L'Italia di allora, l'Italia di adesso: la strage di Via Fani, in un Paese sconvolto dal terrorismo, oggi l'epidemia di coronavirus.

"Quella di allora era una angoscia diversa ma altrettanto forte. La vera posta in gioco, allora, era la democrazia liberale e parlamentare", dice all'Adnkronos Paolo Cirino Pomicino, ex ministro Dc del Bilancio e della programmazione economica. "Peraltro - osserva - all'epoca c'era un terrorismo di massa che aveva insanguinato tutti gli anni '70 e che avrebbe continuato anche per i successivi 10 anni ad ammazzare democratici cristiani e servitori dello Stato. Quella di oggi, invece, è una vicenda drammatica che ha un impatto drammatico su famiglie e imprese, è più vasta. L'angoscia di prima prendeva la classe dirigente, questa prende il popolo nel suo complesso". Cosa avrebbe fatto la Democrazia cristiana, oggi? "La Dc avrebbe compreso per tempo come sta cambiando e come è necessario cambiare l'intero sistema economico. Non si sarebbe arrivati, come siamo arrivati, a questo punto dopo 25 anni di mancata crescita del paese in cui però sono fortemente aumentate le disuguaglianze e i milionari. La Dc non lo avrebbe mai consentito".

Nel giorno del 42° anniversario del sequestro sono in tanti a ricordare la figura di Moro. "Aldo Moro non fu il teorico del compromesso storico, ma il custode della unità morale del Paese, valore a cui lo statista pugliese subordinava le alleanze politiche. La risposta unitaria dell'Italia all'emergenza sanitaria sancisce proprio oggi la vittoria di Moro e il valore del suo sacrificio", dice Gianfranco Rotondi, vicepresidente dei deputati di Fi e presidente della fondazione Dc. "42 anni fa Via Fani. Niente di paragonabile ad oggi, se non l'angoscia collettiva. Cosa avrebbe fatto Moro oggi? Avrebbe convocato meglio intelligenza sanitaria ed economica per emergenza. Si sarebbe posto in 'operosa attesa' per organizzare ricominciamento daccapo domani", è il tweet di Pierluigi Castagnetti, ex esponente Dc.

"Il 16 marzo è l'anniversario del rapimento di Aldo Moro e della strage della sua scorta. In un momento drammatico per il Paese quel sacrificio ci ricorda che l'Italia ha superato la tragedia del terrorismo unendosi attorno alle istituzioni democratiche: facciamo lo stesso oggi", scrive sui social Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. Un ricordo a tutte le vittime di quella strage arriva anche dalla polizia: "42 anni fa l'agguato di via Fani a Roma dove morirono Oreste, Francesco, Domenico, Raffaele e Giulio poliziotti e carabinieri della scorta dell'on. Aldo Moro. Non ci sarà cerimonia per emergenza sanitaria ma il loro ricordo è sempre vivo #inostricaduti".

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