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Finisce l'era Bouteflika

02 aprile 2019 | 21.12
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Si chiude la storia del presidente algerino, che si è intrecciata con quella recente dell'Algeria. Lascia l'incarico dopo 20 anni alla guida del Paese

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(Afp) - AFP

Il passo indietro per archiviare un'era. Con le dimissioni odierne, si chiude la storia del presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, che si è intrecciata con quella recente dell'Algeria. Bouteflika ha notificato la propria decisione in maniera ufficiale al presidente del Consiglio costituzionale e lascia l'incarico dopo 20 anni alla guida del Paese.

82 anni compiuti a inizio mese, Bouteflika è nato a Oujda, in Marocco, da una famiglia originaria di Tlemcen. La sua ascesa al potere inizia quando nel 1957 si unisce al Fronte di liberazione nazionale. Tre anni dopo è un ufficiale dell'Esercito di liberazione nazionale. Dopo l'indipendenza - nel 1962 ha 25 anni - diventa il ministro più giovane con l'incarico di guidare il dicastero dello Sport. Apprezzato per le capacità diplomatiche e retoriche, ben presto diviene ministro degli Esteri. Per 16 anni, dal 1963, è il capo della diplomazia algerina. Nel 1981 sceglie l'esilio volontario per sfuggire ad accuse di corruzione. Torna in Algeria nel 1987, quando sono ormai cadute le accuse contro di lui. Artefice della riconciliazione nazionale, nel 1999 viene eletto per il primo dei quattro mandati consecutivi alla presidenza.

Nel 2008 con un emendamento della Costituzione si assicura di poter restare ancora al potere. L'ultima vittoria l'ha messa a segno cinque anni fa, quando - un anno dopo l'ictus che lo colpì nel 2013 - incassò l'ennesimo successo elettorale. L'11 marzo, dopo tre settimane di proteste di piazza, Bouteflika si impegna a rinunciare a un quinto mandato alla presidenza, ma cerca di rimanere al potere con la decisione di congelare le elezioni presidenziali inizialmente previste per il 18 aprile.

Nel "messaggio alla Nazione" il rais si impegna a "cedere le cariche e le prerogative di presidente della Repubblica al successore che il popolo algerino avrà eletto liberamente" dopo una "conferenza nazionale" incaricata di riformare il sistema politico e di elaborare una bozza di costituzione entro la fine del 2019. Ieri, complice il pressing dei militari, l'annuncio della presidenza algerina: dimissioni entro la fine del mandato, prima quindi del 28 aprile. Oggi, il sipario.

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