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Algeria: governo, espulsione è destino predicatori non musulmani

17 ottobre 2014 | 12.06
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"Il destino dei predicatori non musulmani in Algeria è l'espulsione". E' quanto ha dichiarato il ministro per gli Affari religiosi algerino, Mohammed Ayssa, precisando che ciò è quanto prevede la legge algerina.

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"Il destino dei predicatori non musulmani in Algeria è l'espulsione". E' quanto ha dichiarato il ministro per gli Affari religiosi algerino, Mohammed Ayssa, precisando che ciò è quanto prevede la legge algerina. In un'intervista alla radio 'Il Sacro Corano', Ayssa ha spiegato che "la pratica del culto da parte dei non musulmani in Algeria è garantita dalla legge e ogni individuo è libero di scegliere la sua religione".

Tuttavia, "la stessa legge vieta il proselitismo religioso da parte dei non musulmani", ha aggiunto Ayssa, ricordando che chi viola queste norme "commette un reato" punito con "l'espulsione per gli stranieri e il carcere e una sanzione per gli algerini". Ad ogni modo, "i convertiti al cristianesimo in Algeria sono molti pochi e lo Stato non vede in loro un pericolo".

Il ministro ha poi annunciato che "presto nascerà in Algeria un'accademia di diritto islamico formata da giuristi, ricercatori ed esperti in medicina, astronomia e scienze sociali con il compito di pronunciare le fatwa", ossia gli editti di carattere religioso, e che il suo presidente avrà la funzione di mufti di Stato.

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