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Alimenti: l'ipotesi, nella psiche origine intolleranze a cibi (3)

17 febbraio 2014 | 13.36
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(Adnkronos Salute) - Carne = Stile di vita frenetico e caotico. Fare tante cose contemporaneamente, non riuscire a stare fermi e quando lo si fa sentirsi in ansia, con un forte stato di angoscia, ci può portare a prestare attenzione verso il fare e non il sentire. "L'azione ci impedisce di pensare, di ascoltare il disagio che c'è dentro di noi. Quando il corpo non regge più questo meccanismo, in quanto emerge un forte stato di stress e di stanchezza, anche come conseguenza di un sovraccarico energetico del fegato. Questa intolleranza può essere l'espressione di persone che non si concedono nemmeno il tempo per nutrirsi, proprio perché la carne necessita di tempi più lunghi per la masticazione e l'assimilazione", spiega l'esperta.

Cioccolato fondente = Vita sessuale vissuta come senso del dovere e non del piacere.

Cioccolato al latte = Bisogno di coccole, di affetto, di dolcezze. Il cioccolato, simbolicamente, rappresenta uno dei piaceri della vita , ma quando questa è costellata di dovere non è facile lasciarsi andare nemmeno nell'intimità, così come potremmo non concederci di esternare il nostro bisogno di essere amati. Si tende a compensare ciò che manca con questo alimento, fino al giorno in cui non sarà più sufficiente e il nostro corpo lo esprime con l’intolleranza. "L'intolleranza alla cioccolata e quella alla caffeina insorgono in persone particolarmente rigide con se stesse, con un grande senso del dovere e con una forte responsabilità". Soggetti che pensano che ciò che ottengono deve essere sempre il frutto di grandi sacrifici, e se ottengono qualcosa facilmente non se lo godono Per assurdo gli unici momenti che si concedono potrebbero essere proprio le pause caffè, ma ecco che scatta l'intolleranza.

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