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Alitalia, Lufthansa: "Interessati ma voi ristrutturatevi"

11 gennaio 2018 | 15.50
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Grandi manovre in Europa per Alitalia. Nel risiko della vendita dell'ex compagnia di bandiera italiana, si affaccia ora anche Air France-Klm mentre, intanto, Lufthansa in una lettera ufficiale inviata al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, fissa le sue condizioni: prima una profonda ristrutturazione, e quindi tagli significativi, poi l'acquisizione. E', dunque, sempre più caldo il dossier Alitalia, che si arricchisce di nuovi colpi di scena.

Il primo è la notizia di una possibile discesa in campo di Air France-Klm, finora rimasta fuori dai giochi, a dieci anni esatti da quando, nel gennaio 2008, l'ex numero uno Jean Cyril Spinetta dava il via alla 'campagna' d'Italia. A sorpresa, dunque, il colosso franco-olandese potrebbe essere interessato a rilevare, insieme a Delta e a EasyJet, il vettore italiano. Dal quartier generale di Roissy, si registra soltanto una laconica dichiarazione: "Non facciamo commenti su questi rumors di mercato", riferisce un portavoce. Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali, il possibile ritorno di fiamma di Air France-Klm non sembrerebbe cogliere di sorpresa alcuni addetti ai lavori transalpini. Secondo fonti di settore francese, interpellate dall'Adnkronos, "c'è una complementarità in termini di network" tra Air France-Klm e Alitalia. "Il mercato italiano -spiegano- è uno dei più appettibili e resta il terzo in Europa. E' sicuramente interessante e sarebbe un peccato che Air France - Klm si lasciare scappare questa opportunità".

E poi c'è il fatto Lufthansa ed EasyJet, rilevano, "si stanno spartendo le ceneri di Air Berlin. Air France - Klm non può ragionevolmente lasciare tutte queste opportunità senza reagire". Lo spazio per presentare un'offerta alternativa a quella di Lufthansa c'è anche perché, osservano, "l'offerta della compagnia tedesca è molto pesante e restrittiva sia dal punto di vista sociale che finanziario". E, oltralpe, ricordano anche le parole del premier Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza stampa di fine anno, aveva detto senza mezzi termini, che ''se oggi avessimo sul tavolo l'offerta di Air France la prenderemmo al volo''.

La mossa di Air France-Klm, oltre ad essere una novità di per sé, segnerebbe anche un vero e proprio rovesciamento delle alleanze: infatti, secondo rumors, EasyJet sarebbe stata in corsa in una cordata con il fondo di private equity statunitense Cerberus, che, peraltro, prevedeva anche una quota di dipendenti. Interpellata su questi sviluppi, anche la compagnia low cost britannica si limita a un 'no comment'. Ma mentre Air France potrebbe tornare ad affilare le armi, anche l'altro big in corsa, Lufthansa, compie le sue mosse. Il ceo Karsten Spohr oggi ha scritto al ministro Calenda. "Nel riconoscere le apprezzabili misure che sono state intraprese ad oggi dalla gestione commissariale, noi crediamo fermamente che rimane un considerevole lavoro da realizzare prima che Lufthansa sia nella condizione per entrare nella prossima fase del processo", scrive Spohr.

Fin dalla sua discesa in campo, Lufthansa ha sempre parlato di una 'nuova Alitalia', profondamente ristrutturata. Un lavoro, che sottolinea la compagnia tedesca, spetta alla trojka commissariale. Un nuovo incontro, è ora previsto la prossima settimana. Ma come spiegano fonti vicine al dossier, la ristrutturazione di Alitalia chiesta da Lufthansa è da collocarsi in una fase successiva all'eventuale firma di un impegno di acquisto, come avviene in questo tipo di acquisizioni; prima, infatti, deve avvenire il signing, ovvero il pre-accordo, che impegna il potenziale acquirente ad acquistare. Successivamente, dopo il via libera dell'Antitrust può partire la ristrutturazione, che sarà fatta in base alla negoziazione raggiunta tra le parti. Passo successivo è poi quello del closing, cioè il perfezionamento dell'accordo di acquisto. ''La ristrutturazione chiesta da Lufthansa è importante. Queste sono parole che come rappresentanti dei lavoratori e a difesa del lavoro e dell'occupazione del nostro Paese - si affretta a dire il segretario nazionale della Fit -Cisl Emiliano Fiorentino - non possiamo ascoltare e tantomeno accettare". E, auspica, "ci auguriamo che il Governo farà meglio comprendere che acquistare una parte delle quote della nostra compagnia aerea è sicuramente una grande opportunità di crescita e sviluppo per tutti, che non può essere ricondotta a una mera operazione speculativa''.

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