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Alitalia, nuova compagnia 'mini' con 45-50 aerei

02 marzo 2021 | 19.17
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Scatta l'opzione 'mini' per la nuova Alitalia. In attesa del confronto tra il governo e l'Unione europea, il top management di Ita sta, infatti, rivedendo il piano industriale per ricalibrarlo sul nuovo scenario di mercato del trasporto aereo, che vede una domanda al ribasso e, in questo contesto, la compagnia partirebbe con una flotta tra i 45 e i 50 aerei rispetto ai 52 previsti dal piano nell'ipotesi più ottimistica di ripresa sostenuta del mercato. Immediate le ripercussioni sull'occupazione: se con 52 aerei si calcolano tra i 5.200 e i 5.500 dipendenti, ora la quota non supererebbe i 5.000 dipendenti.

Per calcolare il rapporto tra aerei e addetti impiegati nel personale navigante, va tenuto conto, spiegano fonti aeronautiche, che la composizione minima degli equipaggi nei moderni velivoli commerciali di linea prevede la presenza di due piloti, comandante e primo ufficiale. Per quanto riguarda la cabina passeggeri e il numero di assistenti di volo richiesti, questo dipende dalla tipologia di velivolo, ma deve comunque soddisfare i requisiti di certificazione che impongono un tempo di evacuazione delle medesima cabina, in caso di emergenza, di 90 secondi impiegando la metà delle uscite di emergenza disponibili. Da questa norma discende che il numero minimo di assistenti di volo richiesti sia pari ad almeno il numero delle porte di cui dispone il velivolo.

Il cda di Ita si è riunito oggi per una sessione di aggiornamento sul processo di pianificazione che, spiega la compagnia, è via via in completamento sulla base di tre fattori chiave: l’evoluzione del dialogo istituzionale, delle relative scadenze e delle implicazioni sulla struttura con cui Ita sarà autorizzata ad operare; l’aggiornamento delle proiezioni del traffico aereo atteso per i prossimi trimestri: le modalità e i tempi con cui Alitalia in amministrazione straordinaria gestirà il processo di dismissione dei suoi asset. È stato anche illustrato un primo schema di pianificazione a cui il management sta lavorando per impostare l’avvio della fase operativa, una volta concluso il dialogo istituzionale, anche con le istituzioni europee, che ne determinerà tempi e modalità. Inoltre, il board ha provveduto al completamento di alcuni processi di governance quali l’approvazione del regolamento del cda e la nomina del dirigente preposto nella persona del Roberto Carassai, chief financial officer di Ita.

Che il piano di Ita potesse essere rivisto era un'opzione prevista dal piano, ricordano fonti vicine all'operazione. Infatti, uno dei punti più volte ribadito dai vertici aziendali, dall'ad Fabio Lazzerini e dal presidente Francesco Caio, era proprio il fatto che il business plan dovesse essere flessibile e ancorato alla realtà del mercato, e questo sia in uno scenario ottimistico per poter cogliere lo opportunità di un mercato, auspicabilmente in crescita, sia uno scenario più negativo per adeguarsi invece a una realtà più complessa.

E le notizie che arrivano dalla Iata sembrano far spostare l'asse degli interventi più verso uno scenario avverso. Di male in peggio, commenta infatti oggi l'associazione del trasporto aereo internazionale, di fronte al nuovo crollo del traffico che si è registrato a gennaio con un -72% (misurato in rpk, revenue passenger kilometers) rispetto ai livelli precovid del gennaio 2019. Un dato, rileva la Iata, peggiore della contrazione annua del 69,7% che si era registrata a dicembre. La domanda domestica totale segna un calo del 47,4% rispetto a gennaio 2019 a causa delle restrizioni in Cina per le feste del Capodanno. La domanda internazionale di passeggeri è caduta con un -85.6% rispetto a gennaio 2019 e dopo il -85,3% annuo registrato a dicembre.

"Il 2021 sta cominciando persino peggio di come è finito il 2020 e questo la dice lunga. Anche se è in corso la campagna di vaccinazioni, le nuove varianti del covid stanno portando i governi ad aumentare le restrizioni nei viaggi", commenta il ceo e direttore generale della Iata Alexandre de Juniac. "L'incertezza su quanto dureranno queste restrizioni avranno un impatto sui viaggi futuri. Le prenotazioni a febbraio nell'emisfero nord per la stagione estiva sono del 78% sotto i livelli di febbraio 2019", sottolinea. Consola, invece, il cargo. Sempre a gennaio, il traffico aereo merci recupera e riparte. la domanda globale di traffico merci torna ai livelli precovid del gennaio 2019 per la prima volta dall'inizio della crisi. Misurata in termini di ctk (cargo tonnellate chilometro), la domanda globale è superiore dell'1,1% rispetto a gennaio 2019 e +3% rispetto a dicembre 2020.

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