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Alitalia, scoglio Delta

12 settembre 2019 | 20.18
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In arrivo proroga per offerta

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(Alberto Lo Bianco/Fotogramma)

Nella partita Alitalia, si va ai tempi supplementari. E' attesa, ad horas, la decisione del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che ha subito preso in mano il dossier, sulla nuova proroga, la sesta, richiesta dalle Fs per la presentazione dell'offerta per l'acquisizione della compagnia. Un nuovo allungamento dei tempi inevitabile a fronte dei nodi che rimangono ancora da sciogliere, la cui soluzione richiederà ancora settimane.

Per questo, la prossima scadenza dovrebbe essere quella di fine ottobre, praticamente a un anno esatto dalla discesa in campo delle Fs per gettare le basi di un'operazione di sistema con il 'Progetto Az'. Il principale scoglio da superare, secondo fonti vicine al dossier, rimane quello di Delta, sia sul versante della partecipazione di Alitalia all'alleanza transatlantica sia quello della quota che la compagnia americana dovrebbe detenere nella newco.

Il negoziato sarebbe, al momento, in una fase di stallo dal momento che Delta non avrebbe fatto aperture sulla possibilità di consentire ad Alitalia di rivestire un ruolo primario nell'alleanza transatlantica Blue Skies. Nella partita transatlantica, Delta ha sottoscritto in primis un accordo con Air France e ritagliare un ruolo primario per Alitalia in Blue Skies significa ridiscutere l'intesa con la compagnia francese. Ma, limitare la compagnia italiana ad un ruolo secondario nell'alleanza, oltre che oneroso per le fee da versare a Delta, significherebbe pregiudicare la possibilità di un sviluppo della compagnia su uno dei più importanti mercati di lungo raggio. Un caposaldo strategico che Fs e Atlantia hanno posto tra i presupposti del nuovo piano.

Ma ci sono anche le altre spine. Il colosso statunitense non ha ancora scoperto le carte sulla richiesta di un impegno superiore al 10%, arrivando fino al 15%, e, non da ultimo, la sua disponibilità a intervenire in una futura eventuale ricapitalizzazione.

Non sembrerebbe, invece, essere in discussione l'ingresso del Mef. Il suo coinvolgimento dopo la firma del contratto, come riferito da notizie stampa, sarebbe una tecnicalità, spiegano le fonti interpellate, già prevista dall'iter. Insomma, l'impianto dell'operazione con la nuova compagine azionaria che si è configurata dovrebbe tenere ed essere confermata dal nuovo Governo giallo-rosso.

Fatto sta, comunque, che il dossier Alitalia ancora tutto aperto non tranquillizza i sindacati. Preoccupati dalla notizia del rischio di una frenata da parte del Mef, i segretari generali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia, Claudio Tarlazzi hanno chiesto un incontro urgente ai ministri del Tesoro, Infrastrutture e Sviluppo economico, Roberto Gualtieri, Paola De Micheli e Stefano Patuanelli. “Notizie del genere - avvertono - rischiano di vanificare il grande impegno dei Commissari e dei lavoratori, che hanno dimostrato in tutti questi lunghi mesi le grandi potenzialità di sviluppo di Alitalia, e la sua strategicità per il governo dei flussi turistici internazionali verso e dal nostro Paese e da e per l’Europa e il resto del mondo".

“In questa fase – spiegano Malorgio, Pellecchia, Tarlazzi - è necessario che ognuno faccia la propria parte senza tentennamenti e che il nuovo governo avvii il dialogo con il sindacato e perfezioni il percorso, avviato ormai da un anno, propedeutico al rilancio dell’azienda". E, avvertono, "ormai non c’è più tempo, occorre che al più presto si dia vita concreta alla nuova Alitalia, dotandola di un buon piano industriale di investimento per nuovi aeromobili che la rafforzi nel mercato'', continuano Malorgio, Pellecchia, Tarlazzi.

C'è poi da gestire il nuovo round di cassa integrazione straordinaria. Oggi al ministero del Lavoro si è svolto il primo incontro, interlocutorio, della procedura dopo che l'azienda ha avanzato la richiesta di proroga di cigs, dal 24 settembre al 23 marzo, per complessivamente 1.180 dipendenti, 80 comandanti, 350 assistenti di volo e 750 del personale di terra. Numeri che oggi sono stati confermati al tavolo ministeriale. Ora verrà avviato un confronto in sede aziendale per verificare questi numeri settore per settore. I sindacati ne chiedono "una forte riduzione" e soprattutto vogliano affrontare il problema dei lavoratori, circa 200, in cigs a zero ore con l'obiettivo di toglierli da questo regime e avere una garanzia di ricollocamento. Le parti torneranno al ministero del Lavoro il 23 settembre prossimo.

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