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Alitalia, la Cgil dice no: "Non firmiamo sugli esuberi". Etihad punta a chiudere entro luglio

16 luglio 2014 | 09.53
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Lettera di Camusso a Lupi e Poletti: "Confermiamo la non sottoscrizione dell'intesa" sugli esuberi. E sottolinea: "Il piano è positivo ma sugli esuberi si crea un vulnus". Confronto con le organizzazioni interrotto su contratto e riduzione delle spese per il personale. La compagnia emiratina mira ad acquisire il 49%. Il Ceo Hogan: "La nostra posizione sulle dimensioni è molto chiara". Il ministro delle Infrastrutture: "O si sceglie il baratro o lo sviluppo"

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(Infophoto)

"Confermiamo la non sottoscrizione dell'intesa, così come si è determinata il 12 luglio 2014". Con queste parole il leader Cgil, Susanna Camusso, e il segretario generale della Filt, Franco Nasso, formalizzano in una lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti il no all'intesa sugli esuberi Alitalia raggiunta tra azienda e Cisl, Uil, Ugl e associazioni professionali.

Per la Cgil "resta incomprensibile la posizione dell'azienda Cai che ha respinto qualsiasi mediazione utile ad evitare la messa in mobilità e i licenziamenti, rifiutando la proposta, ritenuta percorribile anche dal ministero del Lavoro, di utilizzo della Cigs per accompagnare lo sviluppo del piano industriale", si legge nella lettera.

Poche ore dopo, Camusso aggiunge che "si determina un vulnus, che è quello delle procedure di licenziamento che scarica sui lavoratori responsabilità che invece sono del piano con cui partì Cai".

"Lo abbiamo detto con molta precisione: diamo una valutazione positiva del piano, della necessità di salvare Alitalia, ma la soluzione che è stata convenuta sabato non è positiva perché scarica sui lavoratori tutte le responsabilità", ripete. E quanto all'ingresso di Etihad in Alitalia,"noi saremo vigili sulla ricollocazione dei lavoratori".

Etihad - La trattativa va avanti: "E' importante e ancora in corso per consentire a Etihad di acquisire il 49% della compagnia" dichiara il Ceo della società emiratina, James Hogan, in conferenza stampa a Roma. "Stiamo analizzando i documenti" spiega. "Nell'accordo ci sono condizioni che sono ancora oggetto di trattativa" ma "siamo nell'ultima fase. Non posso dire più di tanto", aggiunge Hogan.

"Vogliamo arrivare quanto prima all'accordo e sono qui per far capire che siamo intenzionati a completare l'intesa" sottolinea Hogan. "Speriamo che questo avvenga entro fine mese ma se c'è bisogno di più tempo, questo è previsto nei piani".

Esame di Bruxelles - Il dossier Alitalia-Etihad dovrebbe arrivare a fine mese all'esame di Bruxelles. "Una volta completata la trattativa - spiega - ci sarà l'esame a livello europeo". Al momento, puntualizza Hogan, "siamo ancora coinvolti nella trattativa".

Il nodo degli esuberi - " La nostra posizione è molto chiara sulle dimensioni della compagnia" evidenzia il Ceo di Etihad, rispondendo a una domanda sul nodo degli esuberi previsti dal piano industriale. "Tutti stanno negoziando in buona fede. Io non partecipo alla trattativa", puntualizza. "Non posso parlare - ribadisce le cifre le faremo alla fine della trattativa quando presenteremo il piano con grande trasparenza".

"Sono contento con i rapporti con Air France-Klm e vogliamo continuare così", dice interpellato sui rapporti che potranno svilupparsi con il gruppo franco-olandese nell'ambito dell'alleanza con Alitalia. "Air France è un partner molto importante. Pensiamo che le joint-venture con Air France e Delta continueranno. Abbiamo forti rapporti di code sharing" continua Hogan che ha riferito di avere "un ottimo rapporto" con il Ceo di Air France.

Del Torchio - L'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, al termine dell'incontro avuto con il Ceo di Etihad, spiega: "Capiremo la posizione di Poste nelle prossime ore perché ormai non c'è più tanto tempo". Infatti "i tempi sono strettissimi - sottolinea - perché l'assemblea è convocata per il 25 luglio prossimo". Con le banche, dice, "abbiamo fatto un gran buon lavoro, tutte le banche sono allineate e l'accordo è stato raggiunto".

Intanto, si è interrotto alle 2 di mercoledì notte il tavolo avviato martedì al ministero delle Infrastrutture con i sindacati di categoria sul contratto nazionale del trasporto aereo e la riduzione delle spese per il personale di Alitalia.

Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, le perplessità e le critiche non erano state nascoste nonostante gli auspici di una rapida conclusione di tutti i sindacati. Al momento non è stata fissata nessuna nuova convocazione del tavolo di confronto.

Anpac, Avia e Anpav, dopo la rottura della trattativa, scrivono in una nota che "i sacrifici economici richiesti per supportare l'operazione Alitalia-Etihad gravano per oltre l'80% su piloti e assistenti di volo e non è accettabile che proprio questi lavoratori vengano privati del diritto di potersi democraticamente esprimere sulle norme contrattuali di lavoro a loro applicabili".

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha dichiarato: "Io spero" che Cgil e Usb "dicano di sì" all'accordo quadro: "Se diranno di no ne terremo conto ma le leggi in Italia valgono ancora. Se c'è il 50% più uno si va avanti. Altrimenti ognuno si assuma le proprie responsabilità".

Lupi, in un'intervista a 'Radio Anch'Io', ha poi sottolineato come sia "evidente che servono sacrifici. O si sceglie il baratro o lo sviluppo". E visto che "ci sono gli ammortizzatori sociali" sull'accordo, per il ministro "non si possono mettere paletti per farlo fallire".

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