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Alitalia, slitta la deadline

06 settembre 2019 | 06.49
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Il dossier atterra su tavolo del nuovo governo, da sciogliere i nodi sulle rotte in Nord America e la governance

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(Fotogramma)

Il Progetto Az 'atterra' sul tavolo del nuovo Governo giallo-rosso. La complessa operazione di salvataggio e rilancio dell'aviolinea, alla quale stanno lavorando Fs, Atlantia, Delta e Mef, è uno dei dossier più caldi, aperto ormai da molti mesi, che l'esecutivo deve affrontare e condurre finalmente in porto. Ma la deadline del 15 settembre, termine dell'ulteriore proroga decisa per la presentazione dell'offerta vincolante, è destinata a slittare proprio alla luce degli avvicendamenti nei ministeri direttamente interessati, Mef, Mise e Mit, con l'arrivo, rispettivamente, dei ministri Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e Paola De Micheli.

Proprio perché la partita Alitalia si configura come un intervento di sistema, l'esame e la ricognizione del dossier da parte del Governo, a quanto s'apprende, dovrebbe richiedere più di una settimana rispetto all'ipotesi circolata di un mini rinvio di 7 giorni.

Ma al di là dei tempi allungati dall'agenda e dalla congiuntura politica, con il passaggio dal governo Conte 1 al Conte 2, un'ulteriore proroga si renderebbe necessaria per sciogliere i nodi industriali e strategici del piano con il quale decollerà la nuova Alitalia. Agosto è stato un mese di lavoro intenso e il lavoro continua tuttora. Ma, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, serve ancora tempo. In particolare, ci sono almeno due fondamentali questioni, spiegano le fonti interpellate, sulle quali la quadra non è stata ancora trovata: rotte sul Nord America e governance.

Quella delle rotte di lungo raggio verso il Nord America è nodo cruciale per assicurare prospettive di sviluppo di Alitalia sul mercato redditizio dei collegamenti intercontinentali. Al momento, nell'ambito dell'accordo Blue Skies, la joint venture di cui fanno parte oltre a Delta, Air France e Virgin Atlantic, Alitalia rivestirebbe un ruolo secondario e quindi limitante, anche in considerazione delle fee da versare a Delta. La quale, riferiscono le fonti, non avrebbe ancora proposto una soluzione. Di qui la necessità di lavorare ancora e questo lascia supporre che possa essere necessaria una proroga significativa.

Proprio nei giorni scorsi, i piloti e assistenti di volo della Fnta hanno richiamato l'attenzione su questo punto. "Alitalia - sostengono - non può più sottostare agli interessi di Delta e di Air France-Klm ma deve avere un proprio ruolo primario quale vettore nazionale al servizio dei cittadini italiani e degli ingenti flussi turistici". E "bene stanno facendo Ferrovie dello Stato e Atlantia a tenere una posizione ferma e risoluta nell’esigere modifiche al Piano Industriale proposto da Delta".

Dopo l'ufficializzazione della cordata a quattro, nello scorso luglio, Fs, Delta, Mef e Atlantia si sono messe al lavoro per una profonda revisione del piano originariamente predisposto, rifocalizzandolo su tre principali direttrici costituite dall'aumento dei ricavi, l'apertura di nuove destinazioni sul mercato internazionale e miglioramento sui servizi di terra per innalzare il livello di qualità agli standard raggiunti dall'aeroporto di Fiumicino.

Nondimeno, c'è anche un altro 'macro' tema che deve essere risolto, quello della governance, sui chi dovrà guidare la nuova compagnia. Le posizioni sarebbero ancora distanti. Nella caccia ai nuovi vertici della newco è impegnata Egon Zehnder.

Ma altra fonte di grande preoccupazione per i sindacati è quella dell'occupazione. Oggi l'Usb, che conferma lo sciopero del 23 settembre prossimo, parla di "macigno" di 2000 esuberi. L'Usb "ha quindi inviato già oggi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, la propria nota sulle condizioni che ritiene imprescindibili per il reale rilancio di Alitalia e la salvaguardia occupazionale: lo sviluppo della flotta di lungo raggio, l'accesso finora negato alle rotte translatlantiche, il mantenimento del perimetro aziendale, la reinternalizzazione delle attività a partire dalle manutenzioni e la decimazione degli appalti e delle consulenze".

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