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Festa Roma: al Maxxi 'L'eleganza del cibo', il doc firmato Dominella-Carrarini

25 ottobre 2019 | 15.38
LETTURA: 5 minuti

Cinque storie per raccontare come si produce eccellenza

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Un'immagine della mostra che ha ispirato il doc 'L'eleganza del cibo'

Sarà proiettato domani, alle ore 15 al Maxxi, nell'ambito del Festival del Cinema di Roma, 'L'eleganza del Cibo', il documentario firmato da Dario Carrarini su un progetto di Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni.

L’idea di girare un film documentario ispirato ad una mostra d’arte, nasce dal successo di una mostra omonima curata da Stefano Dominella e allestita in occasione di Expo 2015 presso I Mercati di Traiano a Roma. L'esposizione è stata successivamente allestita ad Hanoi presso l’Istituto Italiano di Cultura Estera e a New York presso il Chelsea Market.

Originale il percorso espositivo che vede protagonisti in un'abile sintesi coreo-spettacolare il cibo e la moda, soprattutto abiti e accessori che ripercorrono gli ultimi 70 anni di storia italiana, tra cultura e società. Nel silenzio della campagna romana e nei quieti atelier di moda presenti a Roma il documentario segue cinque storie legate tra loro per raccontare come si produce eccellenza.

C'è Sergio, pastore sardo emigrato a Bracciano negli anni '70, che con la sua dedizione è riuscito a riportare in vita lo stesso formaggio che mangiavano gli antichi romani, il cacio fiore nato dal caglio vegetale del cardo. Una storia millenaria ed incredibilmente attuale di lavorazione artigianale, sempre nel totale rispetto degli animali e dell’ ambiente.

Nell’area a sud di Roma invece, immerso nel verde dei Castelli Romani, Mauro porta avanti la sua produzione di vino a conduzione familiare, poco ma buono. Questo è il suo credo in un luogo dove il vino ha un importanza culturale immensa, che il documentario disvela insieme al protagonista seguendo la centenaria tradizione della Sagra Dell’ Uva di Marino.

"L’eco-sostenibilità è la capacità di percepire la sacralità della vita". Lo dice Tiziano Guardini giovane eco designer romano in continuo viaggio verso Milano, che ha fatto di questa massima una sorta di filosofia esistenziale la chiave di volta del suo lavoro. Nei suoi progetti la natura ha un ruolo a dir poco fondamentale. Ad esempio la vinaccia, ovvero le bucce dell’ uva e i semi scartati durante la produzione del vino, diventano la materia essenziale delle sue collezioni.

Moda e vino, due eccellenze italiane insieme, in un progetto ecosostenibile davvero unico. Una squadra di artigiani, couturier e artisti affiancano Tiziano durante la preparazione della sua nuova sfilata a Milano per la fashion week, nella costante intenzione di unire la ricerca etica a quella estetica. Un insolito quanto significativo parallelismo che accomuna moda e cibo, che trovano nel lavoro del giovane stilista un perfetto equilibrio e nella parola eccellenza la chiave di unione dei due mondi.

A nord est di Roma nella Sabina, i due fratelli Gobbi producono, invece, olio di oliva extra vergine. Non è un periodo favorevole per le piante di ulivo, ma la goliardia degli abitanti locali riesce a sopperire al difficile momento trovando sempre il lato positivo delle cose. Tra di loro nel frantoio comune si innescherà una sfida tra produttori di paesi limitrofi tesa a conquistare il podio per l'olio più buono della provincia.

Infine nel cuore di Roma, nelle strade senza tempo di Via Veneto, Tommaso, giovane junior designer si reca al lavoro ogni giorno con la passione che contraddistingue chi vuole dedicare la propria vita ad un lavoro tanto importante quanto complesso: Lavora nello storico atelier romano Gattinoni, disegna abiti sotto l’ occhio vigile di un noto stilista, Guillermo Mariotto.

La maison assume così il valore di un patrimonio storico da tramandare ai giovani che ogni giorno imparano i segreti artigianali ed artistici del lavoro nel campo della moda. A questo si unisce nel suo percorso quotidiano una funzione sacra di rara intensità. Infatti tutti i dipendenti della maison Gattinoni si dovranno recare a rendere omaggio alla Madonna del Carmine in Trastevere, per cucire un rubino rosso sulle sue vesti, in segno di omaggio nei confronti delle donne vittime di violenza.

E' attraverso le riflessioni e il racconto delle loro storie che lo spettatore verrà accompagnato nella scoperta di realtà agroalimentari, artigiane ed antropologiche, inserite all'interno di un discorso di peculiarità culturale radicata sì nel territorio, ma che in questo contesto assume anche il valore di un linguaggio di conoscenza internazionale.

"Il film ha uno stile narrativo poetico e riflessivo - ha raccontato il regista Dario Carrarini- Intende mettere in luce una verità visiva attraverso l’ utilizzo della macchina da presa che osserva in modo discreto lo svolgersi delle azioni, tentando di indagare negli strati più profondi della realtà".

"I lunghi silenzi ed i rumori dell’ ambiente - ha aggiunto Carrarini -sono spezzati naturalmente dalle fasi lavorative, dalla voce concitata dei protagonisti che si rapportano solo ed esclusivamente, tra di loro, dimenticandosi della troupe di ripresa. Il prodotto eccellente è una diretta conseguenza delle loro persone, dei loro ritratti al limite del visionario".

"In questo modo - ha concluso il regista di 'L'eleganza del Cibo' - l’aspetto del reale emerge in una prospettiva diversa, i fatti che accadono durante le giornate dei protagonisti non sono mai didascalici o accademici, ma veri testimoni di autenticità perchè attenti a captare i dettagli, organizzando l’ intero racconto lungo linee frutto dell’ imprevedibilità, dell’ invenzione e dell’ immaginazione".

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