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Allarme carne, l'Oms precisa: "Non va eliminata, ma ridotta"

29 ottobre 2015 | 19.43
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L'ultima revisione dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) "non chiede alle persone di smettere di mangiare la carne lavorata, ma indica che ridurne il consumo può diminuire il rischio di tumore del colon-retto". Lo precisa l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dopo le polemiche piovute a seguito dello studio della Iarc.

L'Oms spiega di avere ricevuto in queste ore un gran numero di "domande, espressioni di preoccupazioni e richieste di chiarimento sul rischio di tumore legato al consumo di carni lavorate". Per questo l'agenzia ginevrina sottolinea che l'ultima revisione della Iarc "conferma le raccomandazioni del 2002 su 'Dieta, nutrizione e prevenzione delle malattie croniche', che consigliano un moderato consumo di carne conservata per ridurre il rischio di cancro".

L'Oms ricorda che "la Iarc è stata fondata 50 anni fa con una risoluzione dell'Assemblea mondiale della sanità, come agenzia sul cancro funzionalmente indipendente sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il suo programma di lavoro è approvato e finanziato dagli Stati membri".

L'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità conclude spiegando di avere "un gruppo permanente di esperti che valutano regolarmente i legami tra dieta e malattie. All'inizio del prossimo anno - preannuncia l'Oms - questi esperti si incontreranno per iniziare a studiare le implicazioni per la salute pubblica delle ultime ricerche sulle carni rosse e sulle carni lavorate nel contesto di una dieta equilibrata".

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