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Allarme Inps, senza ricambio generazionale a rischio la qualità del servizio

14 giugno 2014 | 16.38
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Secondo il piano triennale dell’Istituto di previdenza approvato lo scorso aprile, tra il 2014 e il 2016 acquisiranno i requisiti per il pensionamento 2.405 unità determinando un calo del 7,5%. Il tempo medio di erogazione delle prestazioni rischia così di passare da 50 a 117 giorni

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Senza ricambio generazionale è a rischio la qualità dei servizi erogati dall’Inps. Il tempo medio di erogazione delle prestazioni rischia di passare da 50 giorni nel 2014 a a 117 giorni nel 2016. L’allarme -apprende l’Adnkronos- è contenuto nel piano triennale dell’Istituto di previdenza approvato lo scorso aprile.

Il piano evidenzia i progressi compiuti dall’istituto nel processo di riorganizzazione a seguito dell’accorpamento di Inpdap e Enpals, e indica le direttrici di sviluppo per i prossimi anni. Particolare attenzione viene posta alla riorganizzazione delle strutture dirigenziali, dei processi informatici e della gestione del patrimonio. Il piano propone anche un confronto con i principali Enti previdenziali europei.

Tornando alla qualità dei servizi offerti ai cittadini il piano evidenzia che nel triennio 2014-2016 acquisiranno i requisiti per il pensionamento 2.405 unità determinando un calo del 7,5% rispetto alla consistenza di gennaio 2014. Un calo che si aggiunge ai 3.000 dipendenti che hanno lasciato l’Istituto negli ultimi 24 mesi e che con le attuali limitazioni normative potrà essere integrato solo con circa 500 assunzioni.

Inevitabile la ripercussione sui servizi: “il peggioramento dell’indice di giacenza -si legge nel piano industriale- non incide esclusivamente sui tempi di erogazione delle prestazioni ma genera un peggioramento su tutti i livelli di servizio e i tempi di risposta dell’istituto. In particolare nell’area dei contributi, il peggioramento delle giacenze è causa di rallentamenti significativi nell’accertamento e recupero dei crediti contributivi con evidenti riflessi sulle entrate dell’Istituto”. Nel triennio 2014-2016 -si legge nel piano- si configura uno scenario in cui viene “superato il limite massimo di produttività pro-capite media mensile del personale” determinando una “oggettiva difficoltà nel mantenimento della qualità dei servizi erogati ai cittadini connessa soprattutto all’aumento delle giacenze e al prolungamento dei tempi di risposta”.

Una situazione resa ancor più difficile dalla crescita dell’età media del personale destinata a passare da 52,6 anni nel 2014 a 57,7 anni nel 2020. Perciò, ad avviso dell’Inps, per mantenere i livelli di servizio, occorre tornare ad una politica attiva del turnover prevedendo nel triennio interessato dal piano l’assunzione di 2.000 unità aggiuntive all’interno delle aree di produzione portando cosi le nuove assunzioni nel triennio a 2.500 unità.

Il piano ridisegna l’organizzazione dell’Istituto tenendo conto dei processi di integrazione con Inpdap ed Enpals e delle norme sulla riduzione delle spese di funzionamento. Le funzioni di livello dirigenziale generale passano da 56 a 35, a cui si aggiungono 14 funzioni di livello generale con competenze trasversali interfunzionali a termine. A livello territoriale la nuova organizzazione prevede il progressivo adeguamento in funzione dell’evoluzione delle caratteristiche dell’utenza, il mantenimento di livello di presidio del territorio adeguati e l’evoluzione verso i servizi di orientamento e consulenza. Nel dettaglio le strutture in cui si articola l’Istituto passano da 71 a 64. Le funzioni di livello dirigenziale generale scendono da 56 a 35 più 14, mentre quelle di livello dirigenziale non generale presso le strutture centrali e regionali sono e restano 15. Le posizioni apicali, senza considerare le funzioni con competenze trasversali non funzionali a termine, si riducono pertanto del 29%.

Il piano raccoglie a pieno le indicazioni della spending review. La riduzione delle spese di funzionamento nel triennio ammonta a 515,7 milioni l’anno. Nel 2014 il risparmio aggiuntivo rispetto al 2013 è di 180 milioni. Le spese di funzionamento complessive vengono fissate 4,4 mld nel 2014, 4,37 mld nel 2015 e 2016. Infine nel raffronto con gli Enti previdenziali europei l’Inps mostra una percentuale di spesa di amministrazione pari al 2,55% sotto la media dei 28 paesi Ue (-0,46%) e dei 17 paesi dell’area euro (-0,78%).

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