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Povertà: Oxfam, 1% popolazione mondiale nel 2016 avrà più del restante 99%

19 gennaio 2015 | 12.20
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Oltre un miliardo di persone al mondo vive con meno di 1,25 dollari al giorno (circa un euro), e uno su nove non ha nemmeno abbastanza da mangiare

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Foto Infophoto

La ricchezza detenuta dall'1% della popolazione mondiale supererà nel 2016 quella del restante 99%. Alla vigilia del World Economic Forum di Davos, il Rapporto 'Grandi disuguaglianze crescono' di Oxfam denuncia che l'esplosione delle disuguaglianze frena la lotta alla povertà in un mondo dove oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno (circa un euro), e uno su nove non ha nemmeno abbastanza da mangiare.

Dal documento emerge che l'1% della popolazione ha visto la propria quota di ricchezza mondiale crescere dal 44% del 2009 al 48% del 2014 e che a questo ritmo si supererà il 50% nel 2016. Gli esponenti di questa elite avevano una media di 2,7 milioni di dollari (circa 2,3 milioni di euro) pro capite nel 2014.

Del rimanente 52% della ricchezza globale, quasi tutto era posseduto da un altro quinto della popolazione mondiale più agiata, mentre il residuale 5,5% rimaneva disponibile per l'80% del resto del mondo: vale a dire 3,851 dollari a testa, 700 volte meno della media detenuta dal ricchissimo 1%.

In base al rapporto, tra i dieci miliardari più ricchi (dalla lista del 2013) che hanno fatto la loro fortuna, o almeno parte di essa, grazie ad attività collegate al settore farmaceutico e sanitario, c'è, al sesto posto, anche l'italiano Stefano Pessina. Il suo incremento di ricchezza tra marzo del 2013 e quello dell'anno successivo è stato del 63%, passando da 6,4 miliardi di dollari a 10,4. In testa ai 10 miliardari più ricchi, sempre dalla lista del 2013, che hanno fatto la loro fortuna, o almeno parte di essa, grazie ad attività collegate al settore finanziario ci sono: Warren Buffet passato da 53,5 miliardi di dollari nel 2013 a 58,2 nel 2014, l'ex sindaco di New York Michael Bloomberg e l'investitore americano Carl Icahn.

"Se il quadro rimane quello attuale anche le elite ne pagheranno le conseguenze - ha affermato Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia - perché non affrontare il problema della disuguaglianza riporterà la lotta alla povertà indietro di decenni. I più poveri sono poi colpiti 2 volte: perché hanno accesso a una fetta più piccola della torta e perché in assoluto ci sarà sempre meno torta da spartirsi, visto che la disuguaglianza estrema impedisce la crescita".

Lo scorso anno, Oxfam, a Davos, ha rivelato che gli 85 'paperon de' paperoni' del mondo detenevano la ricchezza del 50% della popolazione più povera (3,5 miliardi di persone). Quest'anno il numero è sceso a 80, una diminuzione impressionante dai 388 del 2010. La ricchezza di questi 80 è raddoppiata in termini di liquidità tra il 2009-2014.

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