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Sostenibilità: Altromercato pubblica l'Altrobilancio

10 febbraio 2015 | 13.16
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Attenzione al prodotto, che va dal biologico alla cura degli imballaggi, passando per le certificazioni e il rispetto dei principi dell'equo e solidale. La parola d'ordine è coinvolgimento.

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Oltre 100 soci, 300 punti vendita in tutta Italia, circa 40 milioni di euro di fatturato consolidato, 5.000 volontari, 30.000 persone attivamente coinvolte, rapporti di cooperazione con oltre 150 organizzazioni di produttori in 50 Paesi del mondo: sono alcuni dei dati contenuti nel Bilancio di Sostenibilità 2012-2014 (Altrobilancio) di Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia.

Al di là dei dati economici, sono soprattutto la qualità e i sistemi di garanzia del prodotto, le politiche di acquisto e le attività di cooperazione con i produttori, le attività di sensibilizzazione e i sistemi di controllo sull’organizzazione i temi fondamentali dell’Altrobilancio. Su questi temi sono stati coinvolti produttori, fornitori, distributori e consumatori con l’avvio, per il primo anno, del processo di “stakeholder engagement”.

Attraverso la somministrazione di questionari è stato valutato il livello di importanza dei temi proposti. Incrociando i risultati finali è poi nata la "Matrice di Materialità", cuore di Altrobilancio, che rappresenta infatti i temi importanti per l’attività di Altromercato, individuandone le priorità.

Per Altromercato un prodotto di qualità è costituito da materie prime di alta qualità, che per il settore alimentare, ma non solo, provengono in gran parte da agricoltura biologica; è il più possibile sostenibile nel suo ciclo di produzione, consumo e smaltimento, ad esempio attraverso l’utilizzo per il confezionamento di materiali riciclati e riciclabili e la riduzione del peso e dell’utilizzo di imballi secondari; è sicuro per il consumatore, grazie alle certificazioni e alla trasparenza e completezza delle informazioni riportate sull’etichetta dei prodotti.

La sostenibilità è alla base anche dei rapporti di partnership con i produttori: pagamento di un prezzo equo; prefinanziamento, pari a oltre il 50% del valore degli acquisti stessi; continuità nella relazione; tutela della dignità, dei diritti umani e della giustizia sociale; costruzione di filiere trasparenti e tracciabili; promozione dello sviluppo sostenibile per le comunità e per l’ambiente; progetti di cooperazione e autosviluppo. Non solo nei Paesi del Sud del Mondo, ma sempre più anche in Italia.

E per il futuro “intendiamo riproporci come un soggetto protagonista dell’altra economia che, pur mantenendo ben salda la sua vocazione originaria e il suo impegno nella solidarietà internazionale, non viene meno alle sfide poste dai mutamenti della società italiana, e anzi le assume pienamente e consapevolmente come sfide cruciali”, spiega Vittorio Rinaldi, presidente di Altromercato.

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