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La rivelazione

Amanda Knox e quell'amicizia lesbo in carcere

16 febbraio 2017 | 17.01
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Amanda Knox (Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Dettagli inediti e intimi di un approccio all’amore omosessuale avuto dietro le sbarre. A raccontarlo, in occasione della festività di San Valentino, è stata Amanda Knox, la studentessa statunitense prima condannata e poi assolta per l’omicidio della coinquilina Meredith Kercher, nel 2007 a Perugia.

In un lungo articolo, postato sul sito Broadly.com e intitolato 'What romance in prison actually looks like', la 29enne ha rivelato che mentre si trovava nel carcere perugino di Capanne, dal 2007 al 2011, conobbe Leny, una detenuta "bassa con capelli neri e corti" definita una piccola spacciatrice di droga, che le rivelò subito la sua omosessualità e fu lieta di apprendere delle sue iniziative LGBT ai tempi del liceo.

Le due divennero amiche inseparabili, finché un giorno Lenny provò a baciare Amanda: "Un giorno mi disse, ho già cambiato alcune donne. Posso farti cose che gli uomini non fanno". Le dissi che non mi avrebbe cambiata e lei mi baciò. Strinsi i denti e feci un mezzo sorriso, in bilico tra l’imbarazzo e la rabbia. Era già abbastanza brutto che il carcere avesse rinchiuso il mio corpo ed ero già stata molestata sessualmente da guardie maschili. Le ho detto che, dal momento che non poteva rispettare i miei limiti, non potevamo più essere amiche". "Mi sentii sollevata quando è stata finalmente rilasciata anche se ha continuato a scrivermi. Mi ha mandato cd di jazz con scritto sulla copertina "Ti amerò sempre, Leny". Non le ho mai risposto", ha affermato ancora la Knox.

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