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Amatrice, l'unica scuola chiusa per mancanza di docenti

14 settembre 2020 | 13.01
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L'Istituto Comprensivo 'Sergio Marchionne' è chiuso. Bambini a casa, contrariamente ai coetanei del resto d'Italia. Il sindaco all'Adnkronos: "Purtroppo è tutto vero". Pirozzi: "Mai successo, nemmeno dopo il terremoto"

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Rieti, 14 set. (Adnkronos)

di Silvia Mancinelli

L'Istituto Comprensivo 'Sergio Marchionne', l'unica scuola di Amatrice, è chiuso. Bambini a casa, contrariamente ai coetanei del resto d'Italia. Il motivo? Mancano gli insegnanti. "E' verissimo - conferma all'Adnkronos Antonio Fontanella, sindaco del comune al centro del cratere sismico - Non hanno provveduto alla nomina dei docenti e non c'erano le condizioni per poter avviare l'attività didattica. Ogni anno purtroppo queste nomine le fanno troppo tardi, mancava anche il dirigente scolastico e chi era stato nominato ha rinunciato. Ne hanno nominato un altro, venerdì scorso, ma non sarà qui prima di venerdì".

Oltre al danno, dunque, anche la beffa. "I comuni più lontani e periferici come il nostro diventano purtroppo l'ultima scelta per chi viene nominato a ricoprire un ruolo in una scuola - spiega ancora il sindaco di Amatrice - I nostri bambini stanno a casa, dunque, e ci resteranno almeno fino a sabato, nella speranza che questa settimana riescano a nominare tutti i docenti che mancano e riescano ad aprire lunedì. Sono dispiaciuto che solo per motivi burocratici non si sia riusciti ad aprire l'anno scolastico nella data prefissata, perché per il resto l'edificio ha la struttura, l'ampiezza che garantiscono il mantenimento del distanziamento tra gli alunni e tutte le condizioni per riaprire. Ci si poteva lavorare prima, magari le nomine dovrebbero essere fatte a luglio. Ora facciano il prima possibile".

PIROZZI - "Mai nella storia di Amatrice si è verificata una vergogna simile. Perfino nel momento di maggiore difficoltà, a pochi giorni del terremoto, riuscimmo a garantire l'inizio per tempo dell'anno scolastico grazie ai moduli inviati dal Trentino Alto Adige", commenta all'Adnkronos l'ex sindaco e oggi consigliere regionale Sergio Pirozzi.

"Al di là del fatto che abbiamo sempre chiesto l'autonomia scolastica, perché il dirigente era in tre scuole diverse - continua riferendosi alla mancanza di personale all'origine della chiusura obbligata - al di là delle passerelle politiche, eccoli i veri problemi delle aree terremotate. Quanto accaduto testimonia il progressivo disinteresse verso tutte le aree colpite dal terremoto - conclude Pirozzi - i nostri figli di serie B, nonostante la scuola sia stata donata. Chi ha le redini, tra Governo, Ministro e Regione Lazio, dia attenzione alla gente del cratere sempre, non solo quando ci sono le ricorrenze".

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