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Ambasciata Iran a Roma, 'Soleimani aiutò pace e sicurezza mondiali'

03 gennaio 2022 | 10.55
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"Gli Stati Uniti sono responsabili di molti atti terroristici, come l'assassinio del generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dell'Iran, il 3 gennaio 2020. Il generale è stato ucciso durante un'operazione militare con attacco di droni sul suolo iracheno vicino all'aeroporto di Baghdad, e come affermato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti su ordine di Trump". Inizia così un contributo inoltrato dall'ambasciata iraniana a Roma in occasione del secondo anniversario dell'omicidio del generale Soleimani.

"L'azione degli Stati Uniti è stata una violazione della sovranità nazionale dell'Iraq, un atto di aggressione contro un ufficiale militare iraniano e una chiara violazione del diritto internazionale - si sottolinea - Questa azione è considerata un crimine di aggressione secondo lo statuto della Corte penale internazionale presso la quale i suoi autori possono essere perseguiti. Anche dal punto di vista del diritto consuetudinario relativo ad atti di aggressione, gli Stati Uniti hanno violato i propri obblighi, tra cui la Risoluzione che definisce gli atti di aggressione approvata nel 1970".

"Per giustificare la propria azione illegale - prosegue l'articolo - gli Stati Uniti hanno affermato che l'assassinio del generale Soleimani è stato effettuato per legittima difesa e per prevenire la minaccia che la presenza del generale Soleimani in Iraq rappresentava per futuri piani di attacco alle basi militari e ai cittadini statunitensi in Iraq. La visita di Soleimani in Iraq è stata in realtà una visita ufficiale e diplomatica: secondo l'allora primo ministro iracheno, egli recapitava un messaggio speciale dell'Iran in risposta al messaggio delle autorità saudite, mentre l'Iraq operava da mediatore tra i due Paesi. In ogni caso, l'assassinio di un ufficiale militare di un Paese, recatosi su invito ufficiale in un Paese terzo, non è in linea con il rispetto di alcun principio o regola e costituisce una seria sfida, giuridica e in termini di sicurezza per le autorità statunitensi. Gli Stati Uniti non avevano ottenuto alcuna autorizzazione dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per tale atto, né hanno potuto dimostrare che il generale Soleimani fosse una minaccia seria e imminente per gli interessi statunitensi".

"Agnes Kalamard, ex relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani, sottolineando l'illegittimità dell'azione americana e la violazione delle leggi internazionali da parte di quel Paese, ha affermato a questo proposito che 'gli Stati Uniti prendendo di mira un'auto con a bordo il generale Soleimani e il suo entourage vicino all'aeroporto di Baghdad' non hanno fornito sufficienti motivazioni o prove a testimonianza del fatto che i propri interessi fossero stati minacciati o rischiavano di esserlo", si legge nel contributo.

"Il generale Soleimani non solo non ha rappresentato una minaccia per la pace e la sicurezza mondiali, ma le ha anche potenziate e rese più stabili attraverso la sua lotta efficace contro gruppi terroristici estremisti come al-Qaeda e Isis (che secondo quanto ammesso dall'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton è stato creato dagli Usa stessi). Soleimani e le forze sotto il suo comando hanno sconfitto l'Isis in Siria e lo hanno respinto in Iraq. Egli era personalmente attivo nella maggior parte delle operazioni in prima linea".

"L'assassinio del generale ha mostrato al mondo quanto lo slogan della lotta degli Stati Uniti contro il terrorismo sia vuoto di significato e che gli Stati Uniti non vogliono né possono combattere ciò che loro stessi hanno creato. Esso è stato un duro colpo alla pace e alla sicurezza regionali e una presa in giro dei principi globalmente riconosciuti per una convivenza civile - si conclude - Ciò che può impedire il ripetersi di tali azioni da parte degli Stati Uniti in futuro è la reazione negativa e la presa di posizione seria dei paesi del mondo nei loro confronti. Il silenzio di fronte a questo genere di fatti produce in futuro le condizioni per il loro ripetersi e intensificarsi".

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