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Ambasciatore dell'Iran Bayat: ''Con Italia esempio di cooperazione diplomatica, rafforzare quella economica''

03 febbraio 2022 | 15.10
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''L'Iran e l'Italia, culle di cultura in Medioriente, nel Mediterraneo e in Europa, hanno sempre svolto un ruolo significativo nella promozione della cultura e delle società umane vicine. La fruttuosa interazione delle civiltà iraniana e italiana ha posto le basi nel tempo per una profonda comprensione tra le due nazioni. La lunga storia di interazione culturale ha fatto sì che l'Italia occupi un posto speciale nel cuore degli iraniani. Roma è sempre stata simbolo di bellezza per il popolo d’Iran''. Così l'ambasciatore di Teheran a Roma, Hamid Bayat, descrive le relazioni tra Iran e Italia alla vigilia del 43esimo anniversario della Rivoluzione islamica in Iran. Anche in ambito economico, ''i beni e i servizi italiani godono di ottima reputazione presso gli iraniani. La positiva accoglienza e l'ottima immagine dell'Italia in Iran si è consolidata attraverso scambi e relazioni profonde, basate sulla fiducia reciproca. Questa tendenza ben conservata e rafforzata dagli iraniani è stata molto visibile nelle relazioni tra i due paesi negli ultimi decenni'', prosegue il diplomatico.

Bayat ricorda inoltre che ''dopo la vittoria della Rivoluzione islamica nel 1979, in un momento in cui le relazioni tra Iran e Unione Europea erano in discussione, l'interazione positiva dell'Italia è stata determinante per facilitare le relazioni dell'Iran con l'Unione''. Infatti, aggiunge, ''i due paesi, Iran e Italia, hanno caratteristiche culturali e geopolitiche affini che li avvicinano nella comprensione delle dinamiche regionali e internazionali''. Per il futuro, l'ambasciatore ritiene che ''nelle relazioni economiche, commerciali e tecniche molto può essere ancora fatto insieme''.

Dopo la firma dell'accordo nucleare nel 2015, le relazioni tra Iran e Italia hanno registrato un’ottima crescita. Il volume delle transazioni è passato da 1,3 miliardi di euro a 5,1 miliardi di euro e l'Italia è diventata il primo partner commerciale dell'Iran''. Il diplomatico ricorda che ''dopo anni di leadership tedesca nelle relazioni commerciali con l'Iran, l'Italia ha superato la Germania e le aziende italiane , dopo la firma dell’ accordo nucleare, hanno rapidamente ampliato la loro presenza nel mercato iraniano. Non solo le grandi aziende hanno concluso importanti contratti con controparti iraniane, bensì anche piccole e medie imprese hanno individuato in Iran partner affidabili. Il volume dei contratti firmati durante la visita degli allora capi di governo a Roma e Teheran ha superato i 30 miliardi di euro. Con una linea di credito di 5 miliardi di euro approvata dal governo italiano per sostenere lo sviluppo delle attività economiche delle imprese italiane in Iran, si è favorito un vero e proprio salto storico nelle relazioni''.

Ma ''le relazioni economiche Iran-Italia - prosegue l'ambasciatore di Teheran a Roma - nonostante tutti gli sforzi e la buona determinazione delle due parti di ampliare la cooperazione, sono state fortemente influenzate dall'azione unilaterale degli Stati Uniti di imporre sanzioni all'Iran. Oggi, a più di tre anni dal ritiro degli Stati Uniti dal Jcpoa è chiaro che queste sanzioni non solo hanno messo il popolo iraniano in una situazione difficile, ma hanno causato gravi danni a molti dei partner iraniani, soprattutto in Italia. Le aziende italiane sono state vittima di comportamenti arbitrari e contrari alla prassi internazionale. Questa situazione è continuata mentre negli ultimi due anni la crisi generata dalla pandemia mondiale ha gravemente minacciato la vita delle persone e molte aziende hanno subito perdite significative. In una situazione così difficile, gli Stati Uniti non solo non hanno allentato la pressione delle loro sanzioni, ma hanno anche preso di mira il popolo iraniano e i suoi partner esteri puntando sulla fallimentare politica della 'massima pressione'. Sfortunatamente, il comportamento statunitense non è stato severamente criticato dall'Occidente. Questo tacito apparente consenso dinnanzi alle politiche unilaterali degli Stati Uniti ha reso quel paese più dipendente dall'uso distruttivo delle sanzioni e dai ripetuti abusi nel quadro del sistema finanziario internazionale''.

Il ritiro degli Stati Uniti dall’ Accordo nucleare e l'imposizione di sanzioni oppressive contro il popolo iraniano, seguite dallo scoppio della pandemia, per l'ambasciatore ha avuto un impatto negativo sull'andamento delle relazioni tra Italia e Iran, con ''il volume delle transazioni commerciali tra i due Paesi nei primi nove mesi del 2021 è sceso a 450 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018 , più del 650%''. Ma ''anche se le sanzioni hanno creato molte difficoltà alla società civile e messo in pericolo la vita di molti cittadini, l'Iran vive oggi un grande cambiamento nel settore industriale. Nonostante l’intento degli Stati Uniti di voler mettere in ginocchio la nazione imponendo un'ampia gamma di restrizioni e sanzioni, il Paese ha vissuto un salto industriale, soprattutto nel settore dell’ High Tech. Questa realtà, insieme ad altri fattori chiave come la qualità della manodopera, il costo competitivo dell'energia e delle materie prime e il grande mercato iraniano, ha creato le condizioni per cui la produzione in Iran è ora un'opzione importante per quanti sono interessati alle relazioni economiche con l'Iran''.

Secondo l'ambasciatore, ''comprendere questo aspetto della realtà economica dell'Iran può resettare le scelte delle aziende italiane che guardano con interesse al futuro delle cooperazioni. Le relazioni Iran-Italia sono in una situazione che necessita di maggiore e più attenta sensibilità''. Inoltre ''sono state raggiunte nuove capacità a cui, volendo sviluppare le relazioni, dovrebbe essere prestata l'attenzione necessaria. Ricordiamo ,ad esempio, il grande desiderio degli studenti iraniani di continuare i propri studi in Italia. Attualmente, più di 7.000 studenti iraniani stanno studiando in Italia, il che crea un'elevata potenzialità nello sviluppo delle relazioni scientifiche, tecniche, culturali ed economiche''.

Il diplomatico ricorda che ''una delle aree significative di cooperazione tra i due paesi è la cooperazione su questioni regionali in Medio Oriente, Golfo Persico e Afghanistan. L'Italia ha una posizione e un ruolo speciali in termini di collocazione strategica e possibilità di svolgere un ruolo importante nei processi regionali; anche l’'Iran ha una posizione e un ruolo determinanti in ​​Medio Oriente e nella regione del Golfo Persico ed è indubbio che l'interazione e la cooperazione tra i due paesi su varie questioni regionali può migliorare il processo di risoluzione delle controversie in queste regioni''.

Infine ''le parti concordano sulla necessità di utilizzare politica e diplomazia invece dell'azione militare. L'esperienza dell'Iran nei colloqui con quattro paesi, Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania (E4) a livello di Vice Ministri degli Esteri sullo Yemen, costituisce un esempio affidabile per lo sviluppo della cooperazione regionale. Non c'è dubbio che il successo nel promuovere tale cooperazione per porre fine alle crisi regionali aprirà la strada al dialogo in altri ambiti di collaborazione''.

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