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Amministrative: Penati, a Sesto partita non scontata, determinante civismo

22 giugno 2017 | 18.51
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"Il mito di Sesto San Giovanni come roccaforte della sinistra e laboratorio per le lotte operaie sopravvive alla realtà dei fatti. Da anni la realtà non è più cosi granitica come quella ancora molto spesso rappresentata, della ex Stalingrado di Italia, dal momento che le fabbriche non ci sono più e Sesto è diventata una importante città della grande area milanese. La realtà è che oggi non c'è nulla di scontato, né per il centrosinistra, perché esiste sempre meno lo zoccolo duro; né per il centrodestra, che intende usare il voto sestese come trofeo da portare alla politica romana". Così Filippo Penati, storico ex sindaco dem della cittadina lombarda, il primo eletto direttamente dai cittadini nel 1994, riconfermato nel 1998 con il 56% di preferenze al primo turno, illustra all'Adnkronos lo scenario attuale di una comunità che si appresta a vivere un ballottaggio, il prossimo 25 giugno, che potrebbe segnare un importante momento di cambiamento.

Lo scorso 11 giugno, al primo turno delle elezioni amministrative per la scelta del nuovo sindaco, Monica Chittò, sindaca uscente del Pd, ha ottenuto 9.417 voti, pari al 30,97%, posizionandosi davanti al competitor di centrodestra Roberto di Stefano, che si è aggiudicato 7.933 voti, pari al 26,09%. Tra i due una differenza di 1.484 voti che, dopo l'apparentamento del centrista Gianpaolo Caponi al candidato forzista, apre la possibilità alla fine dei tradizionali assetti politici della cittadina: "Il risultato del primo turno - spiega Penati - ha fornito un dato molto significativo, segno di una forte disaffezione dei cittadini rispetto alla politica in generale".

Tuttavia, "il buon risultato che hanno ottenuto le liste civiche, sia quelle esterne alle forze politiche nazionali che quelle interne agli schieramenti, ha costituito un argine a un ulteriore assenteismo dalle urne". In ogni caso, "credo che qui, oggi, si ponga un tema: il voto di coloro che hanno dato fiducia alle forze civiche esprime la necessità di una particolare attenzione ai temi locali".

"Riprendendo un pensiero di Romano Prodi – ricorda Penati – dico che adesso è il tempo delle scelte, con un aggiornamento più generale: il centrosinistra, per storia e cultura, è in grado di meglio accogliere la spinta civica che è arrivata da quella parte rilevante di elettorato", mentre "penso che il centrodestra non sia ancora maturo, non sia ancora nelle condizioni di poter affrontare le sfide che questa città ha di fronte". Ed è per questo che "domenica prossima voterò convintamente per il centrosinistra".

Del resto, conclude Penati, "il messaggio arrivato dalle urne è forte e chiaro e dice che c'è bisogno di un’accelerazione, un cambio di passo per rendere ancora più efficace l'azione amministrativa". Il centrosinistra "ha tutte le carte in regola per dare continuità a chi ha offerto il proprio voto al civismo, che è il solo che può garantire capacità di governo".

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