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Anas: Ciucci, da senatore Filippi affermazioni false e fuorvianti

03 ottobre 2014 | 18.42
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“Il senatore Filippi prosegue nella sua personale guerra contro di me e contro l’Anas con l’ennesima interpellanza, che si aggiunge alle oltre venti già presentate negli ultimi anni, nella quale vengono riportate una serie di affermazioni del tutto false e fuorvianti”. Lo afferma il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, riferendosi all’interpellanza parlamentare, i cui contenuti sono stati resi noti oggi, del senatore Pd Marco Filippi.

“Per quanto riguarda i requisiti di onorabilità richiamati dall’interpellante – ha sostenuto Ciucci - non ho avuto, come è noto, alcuna sentenza di condanna per danno erariale da parte della Corte dei Conti, ma soltanto una citazione a comparire in giudizio per un’ipotesi di responsabilità per fatto colposo che sarà oggetto di trattazione all’udienza fissata nel marzo 2015”.

“Inoltre - ha affermato Ciucci - le vigenti disposizioni statutarie di Anas in materia di requisiti di ineleggibilità e decadenza, come richieste dall’azionista Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero Vigilante, prevedono l’obbligo per gli Amministratori di dare immediata comunicazione all’Organo Amministrativo della Società solo in caso 'di una sentenza di condanna definitiva che accerti la commissione dolosa di un danno erariale', mentre la fattispecie oggetto di accertamento riguarda esclusivamente l’eventuale responsabilità per fatto colposo".

"Il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale di Anas ed il Magistrato della Corte dei Conti delegato al controllo sulla gestione della Società sono stati costantemente informati in ordine alla vicenda”, spiega Ciucci.

Il presidente dell'Anas osserva che “e’ davvero grave che un senatore arrivi addirittura a manipolare il testo dello Statuto sociale e ad affermare l’esistenza di una sentenza mai pronunciata nonché di una mancata informazione del sottoscritto agli Organi sociali, il tutto per lasciar intendere il venir meno dei richiesti requisiti di onorabilità che comporterebbe la mia decadenza dalla carica di Amministratore. Circa le considerazioni espresse dal senatore Filippi in merito alla gestione di Anas degli ultimi anni, credo sia sufficiente rinviare ai positivi risultati registrati dai bilanci societari dal 2006 ad oggi”, afferma Ciucci.

Sono a disposizione – ha continuato Ciucci - per ogni ulteriore informazione riguardante anche l’attività internazionale di Anas per la quale non comprendo quali siano le non meglio precisate 'preoccupanti notizie' cui fa riferimento l’interpellanza in questione. Per quanto concerne, nello specifico, il presunto illecito commesso in Paraguay cui allude il senatore Filippi, la vicenda concerne l’avvenuta contestazione ad un Ministro locale di aver firmato un accordo con Anas senza avere la relativa autorizzazione. In ogni caso, il pretestuoso coinvolgimento di Anas nella vicenda, probabilmente riconducibile ad uno scontro politico interno, estraneo all’operato della Società, è stato successivamente smentito dal nuovo Ministro, a chiarimento e salvaguardia della posizione e dell’immagine dell’Azienda. La questione è attualmente in fase di risoluzione anche con l’assistenza dell’Ambasciatore Cavalleri”.

“In merito alla risoluzione del mio rapporto di lavoro dipendente, avvenuta, in modo consensuale, su richiesta dell’azionista Ministero dell’Economia e delle Finanze - ha evidenziato Ciucci - mi è stato liquidato, sulla base dell’anzianità aziendale, quanto previsto dal mio contratto individuale di lavoro sottoscritto con la Società nel 2006, dagli articoli del CCNL dei Dirigenti dell’Anas applicabili e dal trattamento di fine rapporto".

"Nel mese di agosto del 2014 non si è verificata, a differenza di quanto sostenuto nell’Interpellanza, alcuna ulteriore corresponsione, rispetto a quanto sopra indicato. Ovviamente, nel nuovo incarico è stato applicato il tetto massimo ai compensi previsto dalla normativa di riferimento e, successivamente, a partire dal 1° maggio u.s, l’ulteriore riduzione prevista dall’art. 13 del D.L. n. 66/2014. Importi questi che rappresentano circa il 30% della mia retribuzione precedente”, conclude.

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