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Anas: Ciucci, pronti a fare nostra parte sull'obiettivo privatizzazione

15 gennaio 2015 | 16.50
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L'Anas "è pronta a fare la propria parte per conseguire lo sfidante obiettivo della privatizzazione" sulla base degli indirizzi del Governo. E' l'impegno assicurato dal presidente della società, Pietro Ciucci, nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Una tappa, quella della privatizzazione, che ultimerà "quel percorso di avvicinamento al mercato, intrapreso a partire dal 2002, con l’avvenuta trasformazione in società per azioni" e consentirà all'Anas di "divenire un vero e proprio operatore di mercato, punto di riferimento nella realizzazione e gestione delle opere pubbliche".

"La privatizzazione dell’Anas - ha detto Ciucci - determinerebbe significativi benefici per lo Stato, producendo, tra l’altro, un effetto moltiplicatore sugli investimenti, dal momento che consentirebbe di realizzare nuove opere infrastrutturali senza gravare sul debito pubblico. In ogni caso, presupposto indefettibile per procedere alla privatizzazione dell’Anas è la definizione di un quadro normativo e regolamentare certo in ordine al funzionamento e al finanziamento della società".

"La privatizzazione dell’Anas - ha spiegato Ciucci - presuppone norme certe in ordine al funzionamento e al finanziamento della società, non soltanto in relazione alla copertura dei costi sostenuti per l’attività di gestione ordinaria della rete (come già avviene attualmente), ma anche per gli investimenti in nuove opere e manutenzione straordinaria, senza gravare integralmente sul bilancio dello Stato".

Su questo fronte, "il primo passaggio necessario - ha sottolineato il presidente dell'Anas - consiste nel completamento della privatizzazione formale della società, avviata nel 2002, mettendo a punto un percorso operativo che conduca l’Anas fuori dalla lista Istat di consolidamento del bilancio pubblico e quindi dal perimetro della Pa consentendole di operare pienamente sul mercato".

"In tale quadro - ha proseguito Ciucci - occorrerà procedere, tra l’altro, ad una rimodulazione della cornice normativa e regolamentare di riferimento per la società al duplice fine di definire gli esatti contenuti della concessione (puntuale individuazione della rete e dei compiti spettanti alla società, determinazione della durata della concessione, ecc) e di eliminare le residue competenze pubblicistiche che derivano dall’originaria configurazione dell’Anas quale azienda autonoma prima ed ente pubblico poi".

Completata questa fase, ha indicato Ciucci, "sarebbe possibile passare nel 2016 alla privatizzazione sostanziale della Società, con l’apertura del capitale (30-40%) dell’Anas in una prima fase ad investitori istituzionali cui potrebbe seguire l’offerta ad una più ampia platea di soggetti".

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