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Ricerca: anche gli scienziati credono in Dio, italiani fra i più religiosi

07 dicembre 2015 | 20.28
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(Infophoto Prisma)

Scienza e ateismo non è un'equazione perfetta. In Italia ancor di meno. Secondo la prima survey mondiale che indaga sulla visione che i ricercatori hanno della religione, emerge che anche gli scienziati credono in Dio (seppur in misura minore rispetto alla popolazione generale) e gli italiani si distinguono fra i più religiosi, insieme ai colleghi di Turchia, India e Taiwan, che occupano rispettivamente i primi 3 gradini del podio. Fanalino di coda la Francia con la più alta percentuale di atei e la più bassa di credenti.

La ricerca è firmata dalla Rice University di Houston ed è stata condotta su quasi 9.500 scienziati tra biologi e fisici, di cui oltre 1.400 nel Belpaese. Il lavoro ha riguardato 8 regioni del mondo: Francia, Hong Kong, India, Italia, Taiwan, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

Zoomando sulla Penisola, emerge che il 57% degli scienziati crede in Dio, il 23% è agnostico, mentre è ateo solo il 20%, percentuale quest'ultima certo più alta in questa categoria rispetto alla popolazione generale, dove gli atei si fermano a quota 3% .

Non solo: il 27% degli scienziati tricolore frequenta funzioni religiose con regolarità - una volta al mese o più - mentre il 44% mai o praticamente mai. Molti di più sono quelli che pregano: il 29% degli scienziati italiani si raccoglie a 'mani giunte' ogni settimana o più spesso, e un altro 29% prega anche se non di frequente, mentre solo il 43% non lo fa mai.

Agli estremi della classifica, da un lato la Turchia con il record di scienziati religiosi (85%) e solo un 6% di 'camici' atei, dall'altro la Francia con un 24% di credenti e un 51% di atei (unico Paese in cui la maggioranza dei ricercatori si identifica come tale).

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