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Imprese: Anie sicurezza, mercato da 2,2 mld per proteggersi da ladri e intrusioni

03 aprile 2017 | 15.30
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Rosario Romano, presidente Anie Sicurezza

L'ultimo tragico caso a rinfocolare la paura per rapine e furti è quello del barista assassinato a Budrio. Ma che gli italiani temano sempre di più intrusioni dentro casa e aggressioni è testimoniato dall'andamento del settore degli impianti di videosorveglianza e anti-intrusione, cioè gli antifurto.

"E' un settore che va molto bene: dal 2012 a oggi è l'unico settore che, nel suo complesso, tra quelli di ambito Anie, è cresciuto in media del 5% all'anno. Ed è un settore che per quanto riguarda le nostre imprese vale un mercato da 2,2 miliardi", conferma a Labitalia Rosario Romano, presidente di Anie sicurezza, l’associazione che, all’interno di Anie Federazione, raggruppa i principali operatori del settore della sicurezza antincendio, antintrusione, Tvcc (video a circuito chiuso) controllo accessi e building automation in Italia.

Per Romano, si tratta sicuramente "di dati molto positivi, vista anche la crisi che ha continuato a colpire altri settori". "Al di là dei numeri che parlano della diminuzione dei reati -osserva Romano- non è che la gente guarda le statistiche e si sente più sicura. Guarda invece al vicino il cui appartamento è stato svuotato, e si sente molto meno sicura". Romano precisa che, "tra tutti i comparti del settore, la videosorveglianza a circuito chiuso è quello che ha avuto la crescita maggiore, quasi sempre a due cifre". Insomma, gli italiani tra tutti i dispositivi per proteggersi preferiscono la telecamera.

"Sì, i dati sembrerebbero dire questo -spiega Romano- e c'è da dire che intanto la Tvcc è il sistema che, tra tutti, ha avuto l'evoluzione tecnologica più forte. Basti pensare che 10-15 anni fa si discuteva se installare un sistema in bianco e nero o a colori, e oggi parliamo di apparecchi che hanno una sensibilità di risoluzione altissima, sia di giorno che di notte, superiore milioni di volte a quella degli apparecchi di 10 anni fa". Anche il settore degli allarmi anti-intrusione "è in continua evoluzione", spiega il presidente degli industriali di settore. "All'interno di un microprocessore è possibile scrivere sempre più informazioni, ma è importante che questi sistemi siano realizzati da professionisti del settore", raccomanda Romano.

"Il singolo apparecchio anti furto è solo una delle componenti del sistema, che per essere efficiente -sostiene Romano- ha bisogno di quello che anche la legge prescrive: cioè un progetto, un'analisi del rischio, un prodotto e un sistema di manutenzione". Per avere la garanzia di un lavoro fatto a regola d'arte, consiglia Romano, "ci si deve rivolgere a un'impresa che risponda al requisito 'lettera a' del Dm 37/08 per gli impianti elettrici e 'lettera b' per gli impianti elettronici". "Spesso -informa il presidente- le ditte autorizzate dispongono di ambedue i requisiti".

Fondamentale poi, assicurarsi, che la ditta a cui ci si rivolge, disponga di un servizio di assistenza tecnica: "Bisogna fare manutenzione -avverte-almeno due volte l'anno per tenere il sistema antifurto in efficienza". Infine, ricorda il presidente Anie Sicurezza: "Ricordarsi che, come stabilito dalla legge di stabilità 2013 poi rinnovata di anno in anno, il 50% del totale dell'investimento in impianti di sicurezza è detraibile in 10 anni, esattamente come per le opere di efficientamento energetico".

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