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Farmaci: antidiabete canagliflozin, 80% esperti pro rimborsabilità più ampia

06 maggio 2016 | 17.41
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L'80% dei diabetologi auspica che in Italia possa essere ampliata la rimborsabilità dell'antidiabetico canagliflozin, farmaco che controlla la glicemia 'addolcendo' le urine: gli zuccheri circolanti vengono espulsi direttamente così, arrivando a eliminarne 120 grammi al giorno, più o meno l'equivalente di 30 zollette. Il dato sui 'desiderata' degli esperti è stato raccolto attraverso un sondaggio interattivo, condotto in tempo reale fra la platea di medici che hanno partecipato a un simposio promosso da Janssen a Rimini, in occasione del 26esimo Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid).

A centro dell'incontro un confronto fra l'Italia, dove il medicinale è disponibile da quasi un anno, e gli Usa dove è sul mercato da tre. Ospite dagli States Gary Alan Trager, direttore del Centro di riferimento per la cura del diabete nello Stato di New York, che ha spiegato come Oltreoceano canagliflozin sia il principio attivo più utilizzato nella sua classe terapeutica (gli inibitori del Sglt-2, i primi a vantare lo speciale meccanismo d'azione che 'apre il rubinetto' del rene), e come questa famiglia stia diventando anche più usata delle altre. Il farmaco, in formato compressa, nel nostro Paese è in commercio nei dosaggi 100 e 300 milligrammi e anche in associazione precostituita con metformina, per un totale di 6 diverse formulazioni. Al momento è rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale in monoterapia quando non è possibile somministrare metformina, oppure aggiunto a metformina con o senza insulina, ma non in triplice terapia con metformina e molecole di un'altra classe.

"La glicosuria, ossia la presenza di zuccheri nelle urine - spiega Stefano Genovese dell'Irccs MultiMedica di Milano - da sempre è stata interpretata come un segno negativo associato alla condizione di diabete. Con questa nuova classe di farmaci diventa positivo, perché l'escrezione diretta dello zucchero attraverso le urine determina tre fenomeni positivi: la riduzione della glicemia, la riduzione delle calorie e la perdita di liquidi che porta a un calo del peso e della pressione".

"La perdita di glucosio attraverso le urine - sottolinea ancora l'esperto - porta con sé non solo un miglior controllo glicemico, ma anche un dimostrato calo del peso e una diminuzione della pressione arteriosa, fattori particolarmente critici per il successo della terapia delle persone con il diabete. Con il dosaggio di 300 mg - conferma Genovese - abbiamo osservato un'escrezione importante di glucosio, fino a 120 g di zucchero al giorno, che negli studi pubblicati ad oggi rappresenta la quantità di glucosio più alta escreta con gli inibitori Sglt-2. Quindi una potente azione di controllo della glicemia con conseguente riduzione del peso, soprattutto massa grassa, e controllo della pressione arteriosa".

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