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Antitrust: Pitruzzella, si' a nuove leggi per superare protezionismo

01 dicembre 2014 | 17.19
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Per aprire sempre più il mercato alla concorrenza, “occorre uno sforzo del legislatore per superare definitivamente un approccio protezionistico, teso a salvaguardare le esistenti rendite di posizione degli operatori incumbent”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità Antitrust, Giovanni Pitruzzella che ha indicato i settori principali su cui è necessario intervenire, per rimuovere i “colli di bottiglia” che determinano “l’arretratezza del tessuto produttivo nazionale e un ostacolo significativo alla crescita economica”.

In Italia, ha ricordato Pitruzzella intervenendo all’incontro su “Concorrenza e mercati: Regno Unito e Italia nel contesto europeo”, presso l’ambasciata di Gran Bretagna,con un riferimento indiretto alla recente polemica sugli “imprenditori eroi”, il costo per avviare un’impresa risulta 6 volte maggiore alla media europea. Il dato è confermato anche dal fatto che in una classifica internazionale sulla facilità di fare business il nostro Paese si colloca al 56° posto su 189 nazioni.

Per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo quanto già indicato nell’ultima Segnalazione per la legge annuale sulla concorrenza, i settori che richiedono interventi di liberalizzazione e semplificazione amministrativa sono innanzitutto l’energia, le telecomunicazioni, le banche e i servizi, con particolare riferimento a quelli professionali. Altrimenti, “l’alterazione del corretto funzionamento di tali mercati rischia di tradursi in una sorta di tassa occulta”.

Nel settore delle telecomunicazioni, oggetto di una recente indagine conoscitiva condotta dall’Antitrust insieme all’Agcom, Pitruzzella ha sollecitato “efficaci politiche di sostegno della domanda”, ricordando che in Italia solo il 56% della popolazione utilizza regolarmente Internet, rispetto al 72% della media europea, mentre l’accesso da casa si attesta al 69% contro il 79% dell’Ue e quasi il 100% di altri Paesi. Il Garante Antitrust auspica perciò “un più stretto coordinamento degli investimenti fino a oggi e dei piani di sviluppo delle infrastrutture dei principali gestori nazionali”. Da qui, l’opportunità di un programma strategico nazionale che comprenda la definizione dei traguardi intermedi.

Quanto alla rete energetica, il presidente dell’Agcm sottolinea “l’esigenza di ridurre la durata complessiva dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni per le infrastrutture ritenute prioritarie”, anche attraverso forme di consultazione preventiva con le popolazioni locali coinvolte, sul modello del “débat public” francese. Ma, in vista di un mercato unico dell’energia a livello comunitario, per Pitruzzella la politica di un Paese in questo campo “non può prescindere dal confronto e dalla ricerca di una convergenza di intenti in sede europea”.

Sul mercato dei servizi, il Garante rileva la “seria criticità” che ne impedisce tuttora un’effettiva apertura alla concorrenza, a causa della difficoltà di dare piena attuazione alle norme comunitarie e interne in materia. “Il settore dei servizi in Italia – afferma Pitruzzella – risulta liberalizzato, ma la tecnica normativa utilizzata, in assenza delle norme di attuazione, fa sì che l’effetto non sia del tutto realizzato”. Nel settore bancario, in particolare, l’accesso al credito delle imprese italiane risulta tuttora più difficile che nel resto dell’Eurozona e i tassi di interesse si mantengono superiori, soprattutto per i prestiti di minore importo. “Le nostre banche – a giudizio dell’Agcm – non appaiono ancora sufficientemente incentivate a competere per erogare finanziamenti”.

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