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Anton Emilio Krogh: "In 'La forma del cuore' da uomo racconto l'omosessualità femminile"

22 novembre 2021 | 17.01
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Il romanzo scritto a quattro mani dall'avvocato e autore napoletano insieme con Monica Cirinnà

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Anton Emilio Krogh

Una storia vera "di amore e turbolenza tra una novizia francescana e una soldatessa dell'esercito. Una storia tutta al femminile, raccontarla da uomo per me è stato molto bello". Lo dice all'Adnkronos Anton Emilio Krogh, avvocato napoletano e scrittore al suo terzo romanzo, 'La forma del cuore', edito da Mursia e scritto a quattro mani con la senatrice Monica Cirinnà, firmataria della legge sulle unioni civili. Il libro sarà presentato a Roma giovedì prossimo alle 18,30, alla Taverna Testaccio, da Goffredo Bettini e Andrea Carugati, alla presenza dei due autori. "Una storia - racconta Krogh - che è stata vissuta in prima persona da Monica Cirinnà che l'ha condivisa con me e abbiamo deciso di raccontarla, soprattutto dopo la liberatoria delle due ragazze che però, per ragioni di privacy, sono rimaste anonime e nel romanzo hanno due nomi di fantasia: Ada ed Eve".

E' una "storia partitolare - prosegue l'autore - che racconta l'incontro tra due donne che avevano pensato di trovare riparo da certe cose dietro a un abito, ma che poi hanno trovato la forza di fare prevalere il cuore su tutto. Un percorso tortuoso e difficile, facilitato, o meglio, alleggerito dall'aiuto di una persona che è la stessa Monica, nel libro raccontata come un avvocato esperto dei diritti civili. Parliamo anche dei momenti finali dell'approvazione della legge sulle unioni civili, ma il nodo del romanzo restano le due protagoniste che, cosa che ci ha molto colpiti, si sono incontrate casualmente a Lourdes dove ognuna delle due era andata per diversi motivi. Nel romanzo c'è anche Napoli, quella Napoli che mi piace raccontare. E come avviene per i precedenti miei due libri ('Come me non c'è nessuno' e 'Non si può fermare l'estate', entrambi pubblicati con Mursia, ndr) anche in questo affronto il tema dell'omosessualità, stavolta al femminile, da sempre vista come un tabù forse più di quella maschile. Un tabù probabilmente legato all'arretratezza di una società che ancora fatica a vedere la vera parità tra uomo e donna".

Secondo Krogh, che è anche uomo di legge, "come quelle sul divorzio o l'aborto, la Legge Cirinnà è un pilastro della nostra società ma deve essere alimentata giorno per giorno dalle cose che accadono. Purtroppo, in un momento in cui omofobia e discriminazioni aumentano, nonostante la legge, si ha la sensazione di essere tornati indietro.Tutta l'Italia deve essere molto grata a Monica che ha condotto in porto questa legge". E sulla bocciatura del Ddl Zan, Krogh non ha dubbi: "La società va avanti nonostante alcuni politici vogliano bloccarla indietro. Bisogna superare i giochi di palazzo, ma credo sia un percorso già segnato - dice lo scrittore e avvocato - Quando i detrattori dicono che la violenza è già punita dal codice penale e non serve aggiungere altro, io dico che sì, c'è la punizione, ma inculcare nella comunità l'idea che non si possa aggredire qualcuno per il suo sentire o per le sue disabilità è fondamentale, perché le leggi servono a cambiare le mentalità delle generazioni future. Io non guardo tanto alla punizione - conclude - ma alla funzione educativa della legge".

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