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Antonio Pappano: "Stagione 2017 S.Cecilia apre con 'Fidelio'in segno di continuità

07 aprile 2016 | 21.24
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Il direttore d'orchestra Gustavo Gimeno (foto Marco Borggreve)

E' 'continuità' la parola d’ordine della stagione 2016-2017 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha tenuto a sottolinearlo Antonio Pappano, direttore musicale della Fondazione da oltre dieci anni, nel corso della presentazione di stamattina all’Auditorio Parco della Musica, alla quale erano presenti anche il sovrintendente della Scala, Alexander Pereira, e quello dell’Opera di Roma, Carlo Fuortes, oltre all’amministratore delegato di Musica per Roma, Ramon Josè Dosal.

Una presenza legata alla collaborazione tra le istituzioni musicali concretizzata in alcuni appuntamenti del cartellone di Santa Cecilia, che può contare "su un equilibrio sostanziale di bilancio, grazie al sostegno di Mibact, Comune di Roma e Regione Lazio, oltre a quello dei privati ai quali quest’anno si aggiunge Mapei come socio fondatore", ha sottolineato il presidente sovrintendente Michele Dall’Ongaro.

"Continuità" dunque per Pappano, che per l’inaugurazione di quest’anno (20 ottobre) ha scelto il 'Fidelio' di Beethoven. "Un’opera che celebra la donna e il 'feeling' dell'amore, su uno sfondo politico cupo, ma che si chiude nella luce del do maggiore…", sottolinea il direttore d’orchestra che anche l’anno scorso aveva aperto la stagione dirigendo una sinfonia del compositore tedesco. Ma anche la scelta della sinfonia 'La grande' di Schubert "è nel segno della continuità, per capire cosa succede dopo Beethoven, con la dilatazione del tempo e delle forme musicali".

E ancora continuità con Bach, del quale Pappano dirigerà la 'Passione secondo San Giovanni', dopo avere diretto negli anni precedenti quella di San Matteo e la Messa in si minore. "E poi continuiamo ad andare in giro in tournée, a fare dischi e a suonare Bruckner a Dresda, esperienza straordinaria per un’orchestra italiana", chiosa il maestro anglo-italiano.

La continuità della nuova stagione di Santa Cecilia è anche nel segno dei grandi ritorni, dai direttori ai solisti: tornerà Daniele Gatti con un concerto dedicato a Robert Schumann, Yuri Temirkanov, Valery Gengive, Andres Orozco Estrada, Jurij Valcuha, Myung-Whun Chung, Daniel Harding (con la sinfonia n. 2 'Resurrezione' di Gustav Mahler in un concerto dedicato a Claudio Abbado), Alain Gilbert, Vladimir Jurowski e Ton Koopman che dirigerà l’Accademia Barocca di Santa Cecilia nel 'Messiah' di Handel.

Tra i grandi ritorni anche quello di Daniel Barenboim al pianoforte nella stagione da camera, e di altri suoi colleghi celebri come Evgeny Kissin, Alexander Lonquich, Murray Perahia, Grigory Sokolov, Rudolf Buchbinder e Mitsuko Uchida. Anche un omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina, compositore legato alla fondazione della Congregazione dei Musici da cui è nata più di 400 anni fa l’Accademia di Santa Cecilia. Del grande maestro polifonico sarà eseguita la 'Missa Papae Marcelli' da parte del Coro della Cappella Sistina diretto da Massimo Palombella.

Nel segno della continuità non solo ritorni, ma anche debutti sul palco di Santa Cecilia. Da quelli del podio, tra i quali il venezuelano Rafael Payare, 'figlio' del 'Sistema' di Abreu, e il ceco Jakob Hrusa, a quelli pianistici, che vedono nel cartellone 2016-2017 il trentaquattrenne berlinese Martin Helmchen, il vincitore del Concorso Chopin 2015, Seon-Jin Cho. E ancora, il pianista francese Bertrand Chamayou e quello bulgaro Evgeny Bozhanov. Tra i debuttanti anche il giovane percussionista Simone Rubino, che a soli 23 anni già vanta una carriera formidabile e che all’Auditorium di Roma si esibirà in un concerto per percussioni e orchestra del compositore scozzese James MacMillan, diretto da Manfred Honeck.

Sempre in linea con la tradizione dell’Accademia di Santa Cecilia le nuove esecuzioni commissionate appositamente. In questo caso si tratta di un lavoro del compositore ungherese Peter Eotvos ("c’è un filo ungherese in questo cartellone che parte da Liszt e, attraverso Bartok e Ligeti, arriva a Eotvos", dice Dall’Ongaro), commissionato oltre che da Santa Cecilia, anche dalla Filarmonica della Scala, dal Maggio Musicale Fiorentino e dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che sarà eseguito nel 2017. Sempre di Eotvos è in cartellone la prima italiana di ‘Senza sangue’, un’opera in un atto su libretto di Marin Mezei ispirato all’omonimo romanzo di Alessandro Baricco. In programma anche una nuova commissione affidata al compositore lucano Pasquale Corrado. E ancora, un 'Gala Operetta' il 6 gennaio e 'Buon compleanno Amadeus' il 27 gennaio, in occasione del 261mo anniversario della nascita del compositore salisburghese con Pappano e Cecilia Bartoli.

Sempre nel segno della continuità i sei appuntamenti con le 'Domeniche in Musica' e i quattro con 'Pappanoin Web', iniziativa di Santa Cecilia e Tim per aprire le porte della musica classica al grande popolo di internet, che ha raccolto fino ad ora 200mila spettatori ai concerti di Pappano in diretta sulla rete. La novità di quest’anno è la WebArena, uno spazio collocato vicino all’orchestra, tecnologicamente allestito da Tim e riservato a un pubblico di giovani, dai 18 ai 30 anni, che potranno assistere ai concerti e, per la prima volta, usare cellulari e tablet per scattare foto o girare brevi video e condividerli sui social anche durante lo spettacolo.

Nel segno del cambiamento, infine, il nuovo calendario dei concerti che dal sabato, lunedì e martedì si spostano al giovedì (ore 19,30), venerdì (20,30) e sabato (18,00). "Per ragioni pratiche - spiega Dall'Ongaro - perché in tutto il mondo le stagioni impegnano gli artisti nell’arco della settimana, mentre da noi, con i concerti del lunedì e del martedì, le settimane impegnate diventano due". Ma anche per ragioni artistiche: "L’intervallo della domenica non dava la necessaria continuità musicale", afferma Pappano, che annuncia anche i titoli inaugurali delle stagioni 2017-2018 ('Re Ruggero', opera in tre atti del compositore polacco Karol Szymanowski "ambientata in Sicilia, che ho diretto al Covent Garden e che trovo bellissima") e 2018-2019 ('West Side Story' di Leonard Bernstein, "del quale nel '18 ricorreranno i cento anni dalla nascita").

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