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Torino

Appendino indagata per falso in atto pubblico

17 ottobre 2017 | 11.10
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Chiara Appendino (FOTOGRAMMA)

"Ho chiarito quello che c'era da chiarire. Sono a disposizione della magistratura, sono serena, abbiamo agito nell'interesse dei torinesi". Così la sindaca di Torino, Chiara Appendino, al termine del l'interrogatorio in procura dopo l'avviso di garanzia sulla vicenda Ream Westinghouse.

Falso in atto pubblico: sarebbe questa l'ipotesi di reato per la sindaca, per l'assessore al Bilancio Sergio Rolando e per il capo di gabinetto, Paolo Giordana. L'indagine riguarderebbe le scelte che hanno portato a non iscrivere a bilancio la restituzione dei 5 milioni di euro di caparra dovute alla Ream per l’annullamento del progetto sull’area ex Westinghouse.

QUI PER CHIARIRE - "Ho deciso spontaneamente di venire qui oggi per chiarire i fatti. Abbiamo raccontato quanto è accaduto, ho piena fiducia nella magistratura" ha aggiunto la sindaca, che ha proseguito: "Siamo qui per chiarire quello abbiamo fatto, abbiamo agito nell'interesse della città".

Con Appendino, ascoltata per quasi tre ore e mezza, presenti l'assessore al Bilancio e il capo di gabinetto, anche loro destinatari dell'avviso di garanzia per falso in atto pubblico come la prima cittadina e che saranno sentiti prossimamente.

INDAGINE IN CORSO - "C'è un'indagine in corso, non racconto qui i dettagli dell'interrogatorio - ha detto ancora - è stata una chiacchierata corretta in cui abbiamo esposto i fatti alla luce di come abbiamo lavorato nell'ambito dell'approvazione del bilancio e tutto l'iter conseguente. Sono serena, ho fiducia piena nella magistratura - ha concluso - e ho scelto di venire qui proprio perché non abbiamo nulla da nascondere".

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