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Apre libreria 'sovranista', antifascisti in piazza a Cernusco: "Chiudetela"

02 dicembre 2020 | 17.27
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Polacchi (Altaforte): "Controbatteremo con un sit in per la libertà di espressione"

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Francesco Polacchi (da Facebook)

Antifascisti in piazza sabato a Cernusco sul Naviglio, comune in provincia di Milano, per chiedere la chiusura della libreria di Altaforte, la casa editrice sovranista di proprietà di Francesco Polacchi, dirigente di CasaPound, già finita al centro delle cronache per l'esclusione dal Salone del Libro di Torino. Sono 25 le sigle, tra associazioni e partiti di estrema sinistra, che hanno annunciato la mobilitazione al grido “Martesana libera”.

L'ANNUNCIO DI RIFONDAZIONE - "Come cittadine e cittadini democratiche/i, antifascisti /e che si ritrovano nei valori della Costituzione repubblicana - si legge in una nota di Rifondazione Comunista - preoccupati per l’ampliamento della presenza dei sedicenti 'fascisti del terzo millennio' nella nostra città, esprimiamo totale contrarietà a un ulteriore spazio di agibilità per il noto gruppo neofascista".

POLACCHI: "PARADOSSALE MANIFESTINO PER FAR CHIUDERE UNA LIBRERIA" - "Loro non combattono ciò che facciamo, ma combattono ciò che siamo. E il paradosso è che tutto il mondo della sinistra più estrema e più radicale, che per anni ha sostenuto di aver combattuto per la libertà di espressione e di parola, manifesti per chiedere la chiusura di una libreria. Altro che libertà...". E' la risposta all'Adnkronos di Polacchi.

"Noi riteniamo di non aver fatto proprio nulla - prosegue Polacchi - anzi. Abbiamo l'ardire di avere la nostra linea editoriale e di promuovere libri che possano piacere o non piacere. Lanceremo sabato il volume 'Tramonto a Addis' che nemmeno è un saggio politico, ma un romanzo. Non andrà bene nemmeno quello. Se un giorno dovessimo promuovere o presentassimo un libro per bambini, o un fumetto apolitico, troverebbero comunque un motivo per attaccarci".

SIT IN PER LIBERTA' DI ESPRESSIONE - "Non solo - spiega Polacchi - la cosa assurda è che si lamentano pure e si mobilitano se non ci mobilitiamo. Non è un gioco di parole, è proprio cosi. Loro manifesteranno sabato contro l'apertura della libreria a Cernusco nel Naviglio? Bene, noi faremo un sit-in, sempre nel comune milanese, per la libertà di espressione. E loro non vogliono. Per certe persone, noi non dovremmo proprio esistere. E la cosa grave - dice l'editore sovranista - è che alcuni giornali, cui abbiamo mandato diffide, li appoggiano, e abbiano dato spazio alle loro istanze. Di sicuro non ci fermeremo e il nostro appello verso chi condivide le nostre posizioni, e anche a chi è contrario, è al coraggio e alla libertà di espressione. Sempre".

BORGONOVO (LA VERITA'): "DOVE SONO MAESTRI LIBERO PENSIERO?" - "In primis, in Altaforte nemmeno c'è il logo di CasaPound, secondo, se anche ci fosse, non vedo dove possa essere il problema. Non mi risulta che quello delle tartarughe frecciate sia un movimento illegale, anzi, si è anche presentato alle elezioni senza alcun ostacolo". Così all'Adnkronos il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo, tra gli autori più venduti di Altaforte. "L'anomalia - continua - sta nel fatto che nelle scorse settimane si sono fatti proclami, articoli, per protestare contro la chiusura delle librerie, che dovevano rimanere aperte durante il covid, perché ritenute luoghi fondamentali per tutti, e ora si chiede la chiusura di Altaforte? Sono i soliti violenti a chiederla e mi sorprende che nessun maestro del pensiero libero prenda la penna per scrivere che una libreria non si tocca". "Non mi stupisce più nulla ormai - prosegue il vicedirettore della Verità - siamo di fronte a scene fuori tempo massimo, da anni '70. Per non parlare del mio libro, edito da Altaforte, escluso dal salone di Torino senza nemmeno che fosse stato nemmeno mai letto. Una cosa mai successa prima. Purtroppo questo è il clima di oggi, con il pensiero unico da imporre con la forza", conclude Borgonovo.

BARGIGGIA: "FOLLE CHE IN PIENA PANDEMIA SI CHIEDA CHIUSURA LIBRERIA ALTAFORTE" - "Se questi movimenti estremisti vogliono la chiusura di una realtà come Altaforte allora non siamo in democrazia. La cultura non ha e non deve avere né padroni, né idee. Qualsiasi espressione di produzione culturale arricchisce le persone, ne aumenta il senso democratico. Non dico questo perché ho fatto un libro con loro ('I Segreti Del Calciomercato' ndr), ma perché non capisco davvero come si possa arrivare a questo". Così il giornalista di Mediaset Paolo Bargiggia.

"Sempre con Altaforte protagonista - continua - c'è il precedente dell'esclusione dal Salone del Libro di Torino, una cosa mai successa prima. In quel frangente anche esponenti della sinistra mostrarono le loro perplessità perché, ribadisco, la cultura non può avere bavagli". "E poi c'è un'altra considerazione, grave, da fare - spiega Bargiggia - Siamo in piena pandemia, in piena crisi economica - anche prima del virus la situazione non era delle migliori - con la disoccupazione che aumenta di giorno in giorno e si chiede la chiusura di un'attività, oltretutto lanciata da giovani, che dà lavoro a tante persone? In nome dell'antifascismo, attui comportamenti con metodi fascisti? Siamo di fronte ad un controsenso - dice - evidentemente i veri dittatori, i veri fascisti, sono questi gruppi estremisti. Si possono non condividere le idee, ma non attraverso la censura. Sono metodi dittatoriali questi, in Cina chiudono i siti internet, in Arabia Saudita, ma in Italia non dovrebbe essere così", conclude.

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