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Archeologia: cimitero sotto Uffizi con 60 sepolture per peste

12 febbraio 2014 | 12.42
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Un vasto cimitero di tarda eta' romana, risalente al V-VI secolo d.C., con una sessantina di scheletri, vittime di una catastrofica epidemia di peste, e' stato scoperto alla Galleria degli Uffizi, durante i lavori nell'area sottostante il salone di lettura della Biblioteca Magliabechiana, attigua a piazza del Grano. I lavori, svolti nell'ambito del progetto per la realizzazione del progetto dei Nuovi Uffizi, ovvero l'ampliamento del museo, vedono impegnate tre soprintendenze (Polo Museale, Beni architettonici e Beni archeologici).

La collocazione del cimitero sopra un rilievo nei pressi del fiume Arno, in una zona comunque oggetto di inondazione nelle fasi di maggiore portata, e la posizione, talvolta scomposta, degli inumati deposti affiancati testa-piedi, sono chiari indizi, a parere degli archeologi, di inumazioni realizzate in fretta probabilmente in concomitanza con l'insorgenza di una malattia contagiosa che rapidamente porto' alla morte di un gran numero di abitanti della Firenze della tarda antichita' e del primo alto Medioevo. In fretta e furia fu realizzato un cimitero con numerose fosse comuni.

Altri elementi che concorrono a rendere realistica l'ipotesi dell'epidemia, hanno spiegato gli archeologi, sono la vicinanza delle fosse tra loro e l'orientamento non omogeneo degli inumati, indizi di un'attività cimiteriale concentrata in un arco temporale molto limitato e tesa al massimo sfruttamento dello spazio disponibile per le sepolture. (segue)

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