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Imprese: Arcuri, confidiamo in rifinanziamento contratto sviluppo

15 dicembre 2014 | 16.21
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L'ad di Invitalia: "Questa è la principale misura di politica industriale".

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Domenico Arcuri, ad Invitalia

"Stiamo aspettando, ma confidiamo di ottenerlo in pochissimi mesi, il rifinanziamento della misura da parte del governo e ricominceremo a istruire e approvare altre iniziative anche in altri settori. Speriamo di poter finanziare sempre più iniziative nel turismo, sicuramente più di quante siamo riusciti a finanziarne finora". E' quanto afferma, a Labitalia, Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, commentando i risultati ottenuti con il 'contratto di sviluppo'.

"Il contratto di sviluppo - ricorda - è la principale misura di politica industriale che il governo mette in campo, nostro tramite, per invertire la curva della decrescita dalla quale il nostro paese è avvinto da troppi anni".

"In meno di un anno, abbiamo firmato 44 programmi di sviluppo per un investimento complessivo di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro, di cui il 43% investito da imprese straniere. La localizzazione prevalentemente è il Sud Italia e sono 28mila i posti di lavoro nuovi o salvaguardati", sottolinea.

"Questo significa - osserva l'amministratore delegato di Invitalia - che se in Italia lo Stato fa la sua parte e le imprese trovano un'azienda pubblica capace di non perdere tempo e di essere efficace, gli investitori esteri non scappano dall’Italia, ma verso l'Italia".

"Il contratto di sviluppo ha la qualità di mettere insieme programmi di sviluppo industriale con programmi di ricerca: il 20% degli investimenti è destinato nella ricerca", spiega.

"Inoltre, ha la caratteristica di finanziare - prosegue Arcuri - i settori più all'avanguardia delle tecnologie, come i grandi investitori esteri possono fare anche nel Sud. Bridgestone, Rolls Royce, Unilever, Vodafone, Whirlpool, Denso sono tutti grandi gruppi stranieri che investono nei settori più avanzati, a partire dal nostro Mezzogiorno".

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