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Arisa: "Se i prof. amano loro lavoro e i ragazzi facciano test Covid"

28 agosto 2020 | 16.10
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La cantante all'Adnkronos: "Credo che stiano facendo questo per essere giustamente ascoltati e sapere qualcosa di più sul loro destino"

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(Fotogramma)

"Qual è il problema di fare i test sierologici? Io ho fatto il test prima di andare a trovare i miei genitori. Ci sta. Se ami qualcuno lo fai. E se i professori amano il lavoro che fanno e amano i ragazzi, devono tutelarli e fare il test sierologico che poi non è niente di che. Impegna dieci minuti del nostro tempo". E' Arisa a parlare così con l'Adnkronos intervenendo sul tema al centro dell'attenzione in questi giorni in vista dell'inizio dell'anno scolastico.

"Siamo tutti con le mascherine, io faccio un sacco di stories su Instagram con la mascherina proprio per stimolare tutti a usarla - dice l'artista che ha appena festeggiato il suo compleanno condividendo con i fan il nuovo singolo 'Ricominciare ancora' - Per ora non sappiamo che cos'è questo virus e non sappiamo dov'è, però bisogna stare attenti. E' la regola basilare per avere rispetto per noi stessi e per gli altri. Noi abbiamo iniziato il 22 luglio a fare i concerti e sottostiamo alle regole che sono in vigore. Questo è un momento molto delicato nel quale bisogna avere fiducia nelle istituzioni. Non c'è alternativa. I 'capi famiglia' ci devono guidare verso la salvezza. Dobbiamo essere un pochino più ubbidienti adesso".

"Detto questo, però - scandisce Arisa - forse il 'no degli insegnanti è un modo per sapere qualcosa di più. Penso che i professori abbiano tutti i mezzi per avere senso critico rispetto alla situazione. E credo, quindi, che stiano giustamente richiamando l'attenzione sulla mancanza di informazioni approfondite sulla sicurezza. Una volta che fai il test sierologico - fa notare la cantante lucana - non è che sei al sicuro, quindi... Dovremmo impegnarci per disporre di più misure di sicurezza rispetto a quelle di cui si parla. E a questo proposito penso che gli insegnanti debbano essere ascoltati. Se in questo momento stiamo parlando di tutto questo è segno che la loro voce si sta facendo sentire. Se il loro 'no' - ribadisce - ha questo obiettivo, allora è buona cosa. L'importante è che si prenda sul serio il futuro della scuola".

(di Veronica Marino)

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