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Terroristi arrestati in Francia, Draghi: "Memoria barbarie ancora viva"

28 aprile 2021 | 09.16
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Maxi operazione antiterrorismo della polizia italiana in Francia. Presi Alimonti, Calvitti, Cappelli, Petrella, Pietrostefani, Tornaghi e Manenti. I tre in fuga sono Bergamin, Di Marzio e Ventura

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(AFP)

Sette italiani, ex terroristi rossi, arrestati a Parigi in una maxi operazione della polizia italiana in Francia. In collaborazione con l'antiterrorismo francese, uomini del capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini hanno infatti individuato e catturato i 7 ex terroristi, quasi tutti brigatisti, che risiedevano nel Paese. L'operazione è finalizzata all'estradizione in Italia dei fermati. "La memoria di quegli atti barbarici è viva nella coscienza degli italiani", ha commentato il premier Mario Draghi dopo gli arresti esprimendo la "soddisfazione del governo".

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All'appello mancano tre brigatisti che si sarebbero dati alla fuga poco prima di essere individuati. I terroristi arrestati sono Alimonti, Calvitti, Cappelli, Petrella, Pietrostefani, Tornaghi e Manenti. In fuga sono Bergamin, Di Marzio e Ventura.

"I brigatisti per i quali è stato chiesto l'arresto sono tutte persone "che hanno commesso dei crimine di sangue", ha detto il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin. Alla domanda se saranno estradati, il ministro ha risposto: "Deciderà la magistratura".

La definizione della lista di questi dieci nomi di ex terroristi che "all'inizio prevedeva 200 individui", "fa seguito a un importante lavoro preparatorio bilaterale" tra Italia e Francia "che ha portato a prendere in considerazione i crimini più gravi", ha riferito l'Eliseo all'Adnkronos. Ora, sottolinea, "la giustizia si occuperà del dossier" e "prenderà una decisione indipendente sui casi individuali".

Gli italiani fermati questa mattina in Francia compariranno entro 48 ore di fronte alla procura generale della Corte d'appello di Parigi, prima che un giudice stabilisca le misure cautelari (la conferma dell'arresto o il rilascio condizionale) che rimarranno in vigore fino a che non sarà completato l'esame della richiesta di estradizione.

L'OPERAZIONE ITALIA-FRANCIA

L'operazione dell'antiterrorismo della Polizia di Stato è avvenuta in collaborazione con il servizio di cooperazione internazionale Scip e all'esperto per la sicurezza della polizia italiana in Francia. Le autorità italiane avevano in un primo momento chiesto alla Francia l'estradizione di 200 persone, ma un importante lavoro preparatorio bilaterale ha portato a selezionare solo i reati più gravi e le dieci richieste trasmesse alla Corte d'appello di Parigi rientrano strettamente nel quadro della cosiddetta 'dottrina Mitterrand' (che nel 1985 si era impegnato a parole a non concedere l'estradizione ai ricercati italiani accusati di reati di terrorismo a eccezione di coloro che erano accusati di reati di sangue, ndr), precisano all'Eliseo. Le dieci persone oggetto dell'operazione di questa mattina sono coinvolte in reati di sangue.
Il lavoro per arrivare alla definizione di questa lista di 10 ex terroristi italiani "è stato realizzato dai ministeri della Giustizia francese e italiano. Una volta completato questo lavoro per identificare quali persone facevano parte della Dottrina Mitterand, secondo la quale le persone accusate di crimini di sangue potevano fare l'oggetto di un arresto, il presidente della Repubblica ha preso la decisione di rivolgersi al Tribunale che ha proceduto agli arresti. La vicenda è ora nelle mani della giustizia", ha spiegato all'Adnkronos un portavoce dell'Eliseo.

IL DOSSIER OMBRE ROSSE

Era chiamato 'ombre rosse' il dossier in Francia relativo all'arresto dei terroristi italiani latitanti in Francia arrestati dalla polizia questa mattina ai fini della estradizione. Giovanni Alimonti appartenente alle Brigate Rosse, deve scontare una pena di 11 anni, 6 mesi e 9 giorni; Enzo Calvitti, anche lui appartenente alle Brigate Rosse, deve scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni; gli ergastolani Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi tutti appartenenti alle Brigate Rosse. Con loro anche Giorgio Pietrostefani, di 'Lotta Continua', deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni; Narciso Manenti, dei Nuclei Armati Contropotere Territoriale, condannato all'ergastolo.

L'ELISEO: "COMPRENDIAMO BISOGNO GIUSTIZIA"

"Il Presidente (Emmanuel Macron, ndr) ha voluto risolvere la questione, come chiedeva l'Italia da anni. Anche la Francia, che è stata toccata dal terrorismo, comprende il bisogno assoluto di giustizia delle vittime. Che si iscrive ugualmente nell'imperiosa necessità della costruzione d una Europa della giustizia incentrata sulla fiducia reciproca". E' quanto si legge in un comunicato dell'Eliseo.

"Nessun commento" dall'Eliseo invece sul fatto che lo stato di salute degli ex terroristi italiani possa essere un impedimento o meno all'estradizione in Italia degli arrestati.

MINISTRO GIUSTIZIA FRANCIA: "ORGOGLIOSO"

"Sono orgoglioso di partecipare a questa decisione che spero permetterà all'Italia dopo 40 anni di voltare una pagina macchiata di sangue e di lacrime". Così il ministro della Giustizia francese, Eric Dupond-Moretti commentando al termine del Consiglio dei ministri francese l'arresto dei 7 ex terroristi italiani.

"Cesare Battisti che ha goduto del nostro paese a lungo e in tutta impunità appena è stato interrogato dalla giustizia italiana ha ammesso la sua colpevolezza per quattro crimini. La giustizia italiana ha reso una sentenza dopo un processo equo. Battisti poi ha aggiunto di aver preso in giro gli intellettuali francesi che per anni lo avevano sostenuto", ha spiegato quindi Dupond-Moretti.

"Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron dall'inizio del suo mandato ha sempre mantenuto uno stretto rapporto con i nostri amici italiani che chiedono che finalmente possano essere processati questi terroristi. Dopo le domande di estradizioni che sono state presentate - ha continuato il ministro francese -, questa mattina sono avvenuti degli arresti. Tre sono, così sembra, in fuga. Ora il dossier è nelle mani della Giustizia che si occuperà del resto della procedura".

"Mentre sento già alzarsi grida di stupore vorrei ricordare che tra 1969 e 1980, questo periodo che in Italia chiamano anni di Piombo, sono stati 362 persone che sono stati uccisi da questi terroristi; 4.490 persone che sono state ferite tra cui alcuni in modo grave", ha sottolineato Dupond-Moretti che "non ha avuto nessun dubbio" né problemi di coscienza.

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