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Nuova inchiesta su Stamina, arrestato Vannoni

26 aprile 2017 | 11.54
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Da questa mattina Davide Vannoni promotore del metodo Stamina è in stato di fermo. A eseguire il provvedimento i NAS dei carabinieri che glielo hanno notificato nella sua abitazione, sulla collina torinese. A confermare lo stato di fermo il suo legale, Liborio Cataliotti, che precisato che è stato il suo stesso assistito ad informarlo del nuovo provvedimento che sarebbe scattato per un pericolo di fuga.

Vannoni è accusato di aver praticato in Georgia il metodo Stamina, disconosciuto dalla comunità scientifica, su numerosi pazienti reclutati in Italia, che pagavano fino a 27mila euro. I reati contestati sono l'associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, la truffa aggravata, la somministrazione di farmaci non conformi nella attività di trattamento di gravi malattie neurodegenerative.

Dalle intercettazioni, hanno spiegato gli investigatori, nelle ultime settimane sono emersi numerosi contatti volti a individuare una nuova località estera, dall'Ucraina, alla Bielorussia, a Santo Domingo, ove riprendere l'attività per la quale Vannoni aveva già patteggiato una pena, così come la biologa Erica Molino, anch'essa oggetto oggi di perquisizioni che hanno interessato anche una terza persona, Rosalinda La Barbera, presidente dell'associazione Prostamina Life, veicolo di reclutamento dei malati. Il provvedimento di fermo per Vannoni è scattato perché risultava prossimo un suo allontanamento dal territorio nazionale.

I clienti reclutati in Italia e curati in Georgia sarebbero una cinquantina. Dalla Georgia Vannoni era stato allontanato lo scorso novembre a seguito di una segnalazione partita dalla procura di Torino. Complessivamente le persone coinvolte nella nuova inchiesta, coordinata dal procuratore Vincenzo Pacileo, sarebbero meno di una decina. Tra questi figurerebbero alcuni collaboratori che hanno familiari affetti da patologie neurodegenerative.

Nel corso delle perquisizioni, compiute in contemporanea nel torinese, nel cuneese e in provincia di Palermo, sono stati sequestrati computer e numerosi documenti ora al vaglio degli inquirenti. A quanto è emerso, i pazienti per accedere alle cure che venivano effettuate in Georgia pagavano 5mila euro per l'iscrizione all'associazione Prostamina Life e da 18mila a 27mila euro per la cura vera e propria, a cui andavano poi aggiunte le spese di viaggio per raggiungere Tblisi. Secondo quanto si è appreso, Vannoni stava per recarsi a Santo Domingo e per finanziare la trasferta e forse per avviare una nuova attività avrebbe anche venduto la sua auto di lusso.

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