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Arrestato il serial killer dei gattini, li uccideva dopo l'affido e spediva le foto ai vecchi proprietari

12 luglio 2014 | 14.38
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E' successo a Bergamo. La Forestale ha fermato un 40enne del posto già noto alle forze dell'ordine. Secondo quanto spiegano gli investigatori, otteneva l'affidamento dei cuccioli tramite annunci e poi inviava le immagini delle sevizie e dell'uccisione a chi gli chiedeva notizie dell'animale adottato

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Cercava tra gli annunci online riguardanti cessioni gratuite di gattini, se li faceva affidare ''e poi inviava attraverso i social network ai vecchi proprietari le foto degli animali uccisi o seviziati''. La Forestale ha interrotto a Bergamo l'attività di un presunto 'serial killer' di felini. ''E' un 40enne, originario del bergamasco, già noto alle forze dell'ordine. Era solito farsi regalare i gattini per poi spedire via internet le foto degli animali morti agli originari proprietari che chiedevano notizie sugli animali, compiacendosi dell'orrore e dello stupore provocato'', dice all'Adnkronos il commissario capo del Corpo Forestale Amerigo Filippi.

L'uomo, che è stato denunciato, avrebbe messo in atto i suoi propositi "attraverso un monitoraggio delle inserzioni pubblicate online da proprietari di gatti che offrivano gratuitamente in affido gli animali e che non immaginavano certo quanto stava per accadere''.

Sono ancora in corso, spiegano alla Forestale, gli ''accertamenti necessari a quantificare l'eventuale numero dei felini rimasti vittime, ma intanto l'inquietante pratica è stata bloccata impedendo che altri esemplari cadessero in questa trappola".

Dopo le prime segnalazioni riguardanti le macabre foto dei gattini uccisi o seviziati, è scattato uno screening dei principali siti di annunci online e la Forestale è risalita al presunto responsabile. L'uomo non si sarebbe limitato ad inviare agli originari proprietari contattati (in genere donne) le raccapriccianti istantanee che ritraevano gli animali seviziati, ma avrebbe anche inoltrato loro messaggi molesti o ingiuriosi.

Dalle denunce di alcune persone incappate nella rete dell'uomo è scaturita l'indagine condotta dal personale del 'Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali' del Comando provinciale e dei Comandi stazione di Bergamo del Corpo forestale dello Stato. Dopo una serie di pedinamenti e controlli sono state effettuate perquisizioni presso l'appartamento dell'uomo, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, "dove sono state rinvenute tracce di sangue in uno scenario generale di degrado. Sotto sequestro -spiegano gli investigatori- sono finiti i cellulari e le schede telefoniche di cui l'uomo si serviva e si è potuta riscontrare la corrispondenza dell'abitazione con l'ambiente che compariva in alcune delle foto che l'uomo inoltrava alle inserzioniste".

Sono stati poi prelevati campioni da tracce ematiche presenti sui mobili, sul pavimento e sul letto e si attendono i risultati delle analisi di laboratorio che possano comprovare l'appartenenza genetica del sangue a specie feline.

Enpa soddisfatta - "Sono profondamente grata al Nirda del Corpo Forestale dello Stato le cui indagini, condotte ancora una volta con estrema professionalità, potrebbero avere segnato una svolta nel caso del torturatore e uccisore seriale di gatti che colpiva a Bergamo procurandosi gli animali grazie ad annunci web". Lo sottolinea la presidente nazionale dell'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), Carla Rocchi, che prosegue: "Qualora la magistratura dovesse ritenere l'indagato responsabile dei reati a lui ascritti, auspico che sia punito con una pena esemplare".

"I crimini contro gli animali imputati a questo inqualificabile personaggio, crimini denunciati a suo tempo anche dalla Sezione Enpa di Bergamo, a cui va un plauso riconoscente, sono così efferati da indicare una personalità malvagia, disturbata e socialmente molto pericolosa. Ricordo infatti -prosegue- che il serial killer dei felini prima di uccidere i gatti, prevalentemente cuccioli, li sottoponeva a terribili sevizie".

"Ma l'auspicio più grande -conclude Rocchi- è che, grazie alla competenza di cui ha dato prova il Nirda, si sia finalmente posta fine a questa macabra scia di delitti contro i felini. Questo caso di crudeltà' efferata deve spingere tutti gli utenti della rete alla massima prudenza e al massimo scrupolo nel vagliare le offerte di adozione. Tra tantissime persone per bene e generose può sempre nascondersi un delinquente".

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