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Arrestato per bancarotta Francesco Polidori, fondatore Cepu

08 marzo 2021 | 11.16
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L’imprenditore ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolti 6 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

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E’ Francesco Polidori, fondatore di Cepu, il gruppo che si occupa di istruzione e formazione universitaria, l’imprenditore finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti 6 soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’imprenditore e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa per un anno nei confronti di un suo collaboratore risultato essere il depositario delle scritture contabili e incaricato della gestione finanziaria di alcune aziende del gruppo. I finanzieri hanno anche eseguito sequestri per 28 milioni di euro.

L’indagine vede coinvolti 6 soggetti e riguardano i fallimenti di due importanti società, vere e proprie "bare fiscali" che sono state portate a decozione con un passivo complessivo di oltre 180 milioni di euro, attraverso le quali, negli anni, l’imprenditore, oggi tratto in arresto, ha distratto asset dalle società e sfruttato importanti marchi del comparto dei servizi di istruzione e formazione, eludendo il versamento di ingenti imposte dovute all’Erario.

In particolare, le indagini hanno consentito di rilevare che gli indagati, ricorrendo a vere e proprie società qualificabili come "scatole cinesi", anche di diritto estero, hanno ideato e realizzato una serie di complesse operazioni societarie, commerciali e finanziarie tra le quali spiccano: la creazione di una società fiduciaria in Lussemburgo, intestata a terzi ma, di fatto, riconducibile agli indagati, mediante la quale è stata dissimulata la reale proprietà dei beni immobili e marchi, sottratti alle imprese fallite e fatti confluire in un’ulteriore società creata ad hoc, oggi sottoposta a sequestro.

E ancora la distrazione di ingenti risorse finanziarie destinate a società controllate e collegate attraverso l’appostazione di partecipazioni (poi svalutate) e la concessione di plurimi finanziamenti e prestiti allo stesso dominus, a suoi familiari ed a persone a lui vicine, nella realtà mai restituiti.

Ammonta a 140 milioni di euro il valore dell’evasione fiscale accertata dagli inquirenti. Per il gip, Polidori “cagionava con dolo o comunque per effetto di operazioni dolose il fallimento della società omettendo scientemente e sistematicamente il pagamento delle imposte dirette, delle ritenute previdenziali ai dipendenti e collaboratori e dell’Iva, dal 2000 sino alla declatoria di fallimento, tanto che Equitalia Sud Spa (creditore istante il fallimento) veniva ammessa al passivo fallimentare per il credito di 28,6 mln di euro”.

Cifra che corrisponde al valore di quanto sequestrato questa mattina dai finanzieri. “Francesco Polidori ha svolto un ruolo importantissimo sia sul punto di vista direttivo, organizzativo, anche operativo ed è stato in più occasioni persino destinatario diretto delle distrazioni di ingenti somme di denaro – si legge nell’ordinanza di misure cautelari - Egli ha partecipato all’attività delittuosa operando da una cabina di regia in prima persona”.

“Il ruolo di dominus evidentemente ancora ricoperto – prosegue il gip - l’esistenza attuale della Studium Srl (società riconducibile all’imprenditore, ndr.), (che continua ad operare e di cui non sono emerse variazioni nella titolarità e proprietà della stessa) e comunque lo strettissimo rapporto che Polidori ha con vari soggetti (collaboratori, familiari o persone a lui vicine) che ricoprono cariche sociali nella società del Gruppo costituiscono elementi da cui desumere certamente l’attualità del pericolo di recidivanza”.

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