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Arriva il condono sulle cartelle esattoriali fino a 2mila euro. Ma solo fino al 1999

18 luglio 2015 | 09.50
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Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero dell'Economia che prevede l'annullamento, per un tetto massimo di 2000 euro, delle cartelle esattoriali emesse da Equitalia. Si tratta di una sorta di 'minicondono' che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a molti contribuenti, anche se in realtà il cerchio dei fruitori del decreto si restringe parecchio, in quanto valido soltanto per le cartelle esattoriali emesse entro il 31 dicembre del 1999.

Si intuisce dunque - riferisce la newsletter del portale studiocataldi.it - che si tratta di un'operazione volta a smaltire cumuli di cartelle esattoriali rimaste in giacenza per 15 anni, e che nella maggior parte dei casi, dato il tetto massimale ridotto delle cartelle, riguardano soltanto enti creditori quali i Comuni, le Regioni, e gli enti locali. Somme che in ogni caso molto difficilmente sarebbe state riscosse.

È doveroso chiarire inoltre che il condono non possa applicarsi a cartelle che riguardano dazi, imposte UE, Iva legate all'importazione dei prodotti, né le proprietà agricole.

Per controllare se la propria cartella possa rientrare in questo condono, non basterà controllare che non superi i 2000 euro (comprensivi di interessi e bolli), e nemmeno che la sua emissione sia avvenuta entro il 31 dicembre del 1999, ma sarà necessario anche controllare che la cartella e l'importo dovuto non sia stato oggetto di transazioni fiscali, concordati o ristrutturazioni di debiti. In tal caso la cartella non potrà rientrare all'interno della possibilità di condono.

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