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Animali: arrivati nell'oasi Wwf di Orbetello i 28 ibis eremita guidati dall'uomo

08 settembre 2015 | 18.15
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Credits Waldrappteam

Sono arrivati a destinazione dopo un viaggio di 1000 chilometri. I 28 ibis eremita, partiti da Salisburgo lo scorso 22 agosto, sono atterrati a mezzogiorno nell'area di svernamento Wwf di Orbetello, completando la seconda migrazione guidata dall'uomo. Il progetto cofinanziato dall'Ue, Life+ 'Reason for Hope', ha l'obiettivo di reintrodurre in natura questa specie di uccelli, estinta in Europa allo stato selvatico da oltre 400 anni.

Lo stormo, inizialmente composto da 31 animali, è stato guidato da due ultraleggeri pilotati da quattro 'genitori adottivi'. In Italia era arrivato lo scorso 27 agosto dopo avere valicato le Alpi, ma il 4 settembre all'altezza del Po una femmina di ibis, Raphael, si era persa. L'animale è stata ritrovata e ricongiunta al gruppo, mentre altri tre uccelli non sono arrivati a Orbetello: due, Leonida e Hannibal, sono dispersi da quando è stata sorvolata la Valle Gaffaro (Delta del Po); un altro, Yuki, si è rotto il becco ed è stato trasportato in una clinica specializzata a Villach, Austria.

I volontari Wwf e lo staff del Waldrappteam, il gruppo di ricercatori austriaci promotore del progetto, insieme al Parco Natura Viva di Bussolengo sono impegnati adesso nella sistemazione degli ambienti per accogliere gli ibis, che sverneranno a Orbetello e poi torneranno in Austria la prossima primavera. Sui social network è stata lanciata una campagna per ritrovare i due ibis perduti: sulla pagina Facebook 'Bentornato Ibis!' chiunque avesse avvistato uno dei due volatili può fare una segnalazione.

Durante l’autunno è previsto l’arrivo degli uccelli nati negli scorsi anni, che da soli ripercorreranno la rotta migratoria verso Sud insegnata dai 'genitori adottivi'.

“Il problema è proprio legato al ritorno degli esemplari che hanno imparato la rotta migratoria e che tornano da soli – sottolinea Fabio Cianchi, responsabile delle Oasi Wwf della provincia di Grosseto – perché il bracconaggio ha letteralmente decimato il gruppo degli ibis negli anni scorsi. Grazie al gps satellitare di cui sono muniti, gli esemplari abbattuti sono stati tutti ritrovati".

"Per il WWF - conclude Cianchi - si tratta di un progetto pilota importante per sperimentare, su animali nati in cattività, metodologie di reinserimento in natura il cui obiettivo è quello di salvare in qualche modo la specie dal baratro dell’estinzione. Ma il bracconaggio rischia di compromettere definitivamente il progetto”.

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