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Arsenico in alimenti, al via monitoraggio nel viterbese

17 marzo 2014 | 19.42
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Viterbo, 17 mar. (Adnkronos Salute) - Parte il progetto della Ausl viterbese finalizzato a monitorare nella Tuscia la presenza di arsenico negli alimenti di origine animale e vegetale. I tempi, le procedure e le competenze sono stati discussi questa mattina nel corso di una conferenza dei servizi che si è svolta presso la Cittadella della salute di Viterbo, cui hanno partecipato la Regione Lazio, l'Ausl di Viterbo, gli Istituti zooprofilattici sperimentali di Lazio e Toscana, l'Università della Tuscia e l'Istituto superiore di sanità. Si tratta di un primo step che dovrebbe condurre in tempi brevi all'avvio della fase operativa dell'indagine che ha, al tempo stesso, una valenza di carattere scientifico e preventivo.

L'obiettivo - specifica in una nota l'Ausl viterbese - è quello di fornire un quadro reale sulla presenza dell'arsenico negli alimenti, evitando forme di allarmismo inutile e di creare un database da mettere a disposizione delle autorità competenti, tra cui l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). "Rispettando quelli che sono i diversi livelli della catena alimentare - spiega il direttore del Servizio veterinario ispezione alimenti di origine animale della Ausl di Viterbo, Giuseppe Micarelli - è necessario effettuare diverse tipologie di controlli sugli alimenti prodotti nelle zone della nostra provincia dove la presenza di arsenico nelle acque è più elevata".

"Per questa ragione abbiamo programmato delle azioni di monitoraggio: nei terreni dove vengono coltivati alimenti di origine vegetale per l'uomo e per gli animali; nelle acque utilizzate per abbeverare gli animali e per l'irrigazione dei campi; sulle produzioni di latte, uova e miele e sul pesce pescato nelle zone dove eventuali affluenti sotterranei alimentano i laghi presenti nella provincia. Inoltre - conclude Micarelli - effettueremo dei controlli sulle carni prodotte nel viterbese e sulle stesse matrici nei territori dove il valore di arsenico è nei limiti di legge".

"Il progetto, coordinato da Regione Lazio, Direzione salute e integrazione socio sanitaria, area sanità veterinaria - illustra il consigliere regionale Riccardo Valentini - prevede la partecipazione di numerose professionalità e di diversi enti, ognuno con un ruolo specifico. La catena dei controlli inizierà con i tecnici del Servizio veterinario igiene degli alimenti di origine animale e del Servizio igiene e nutrizione (Sian) della Ausl di Viterbo, che effettueranno i prelevamenti a campione e la georeferenziazione delle zone individuate nel territorio. In seguito - prosegue Valentini - gli Istituti zooprofilattici sperimentali di Lazio e Toscana si occuperanno dell'espletamento delle analisi di laboratorio sugli alimenti di origine animale e su quelli destinati all'alimentazione animale; mentre il Dipartimento per l'innovazione dei sistemi biologici agroalimentari e forestali dell'università della Tuscia avrà il compito di analizzare gli alimenti di origine vegetale e i terreni. Infine, al Dipartimento di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell'Istituto superiore di sanità è stato affidato il supporto tecnico scientifico ed eventualmente analitico del progetto".

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