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Roma: artisti di strada in festival, è la tre giorni di Stradarolo Big

10 giugno 2015 | 11.27
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Torna il festival di Zagarolo, quest'anno dedicato al cantante del Banco, Francesco Di Giacomo. Dal 12 al 14 giugno decine di iniziative

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Tre giorni di spettacoli, musica, racconti, balli e performance: tutto tra l'estrema periferia romana di Valle Martella e il borgo medievale di Zagarolo. E' "Stradarolo", il festival degli artisti di strada che si tiene dal '97, con una pausa nei primi anni '10 per tornare, dal 12 al 14 giugno, in versione "Big". Big come la stazza di Francesco Di Giacomo, indimenticata voce del Banco del Mutuo Soccorso, morto in uno scontro stradale proprio nei pressi della sua Zagarolo, dove per anni aveva animato il festival insieme al gruppo "anarcomusicale" dei Tetes de Bois. Ma Big anche perché l'edizione di quest’anno è particolarmente ricca di ospiti (oltre 150), con l'intenzione di "occupare" tutte le piazze, gli angoli, i vicoli della piccola cittadina, senza tralasciare gli adiacenti svincoli stradali ed autostradali.

Si comincia la sera di domani con un omaggio a Pierpaolo Pasolini nella borgata popolare di Valle Martella, incastonata tra Casilina e Prenestina e sul limitare del preziosissimo e pre-romano insediamento archeologico di Gabi e della tenuta sempreverde di Pantano Borghese. Lo scenario sarà la rotonda spartitraffico sulla via Prenestina, dotata per l'occasione di un pianoforte a coda.

(Un omaggio a Francesco Di Giacomo)

Con i Tetes ci saranno Tarzanetto, uno dei quattro ragazzi di vita di Pasolini, Peppe Voltarelli, cantautore ironico e viscerale, Pierpaolo Capovilla con il suo pianista Kole Laca del Teatro degli Orrori, due artisti che da tempo affrontano l’opera del poeta, il sax di Stefania Maggio e una nuova dedica di Giovanna Marini al grande intellettuale a quarant’anni dal suo assassinio. La Marini sarà accompagnata dalle voci di Patrizia Rotonda, Andrea Monaco, Stefano De Felici, Flaviana Rossi, Lucia Staccone e Michele Manca.

Domenica 'Transumanza a pedali' da Roma a Zagarolo, per strade e campi

Sabato 13 sono letteralmente decine le iniziative e gli spettacoli che animeranno il festival dalla mattina a notte inoltrata. Da segnalare, oltre a Piergiorgio Faraglia che presenta 'L’uomo nero', il suo disco d’esordio da cantautore, e Canio Loguercio con 'Tragico Ammore', racconto circolare nella sacra lingua delle passioni, anche i racconti di Lorenzo Romito, del collettivo Stalker, reduce dal giro del Raccordo Anulare a piedi, fino all’elegia di gregari e ciclisti dimenticati dello scrittore Marco Pastonesi, reduce dall’ennesimo Giro d’Italia quale inviato della Gazzetta dello sport.

Domenica 14 è invece il momento della "Transumanza a pedali": 33 km con partenza da Roma (appuntamento al Colosseo alle 9) o solo 13 dal capolinea della Metro C “Pantano-Borghese” fino a Zagarolo. Si pedalerà lungo il tracciato della vecchia e dismessa ferrovia delle “Laziali”, anche per sottolineare l'esigenza di ottenere la trasformazione del vecchio tracciato ferroviario in pista ciclabile cosa che renderebbe possibile raggiungere Roma in treno+bici, alleggerendo la drammatica congestione di traffico della periferia est. Ma Il clou della gionata sarà presumibilmente il pranzo lungo trecento metri, dalla piazza del Comune e Palazzo Rospigliosi che vedrà artisti, appassionati e semplici cittadini mangiare gomito a gomito in una tavolata da Guinness.

Per chi è già a Zagarolo l'appuntamento è per le 11.30 nel salone grande dell’ala restaurata di Palazzo Rospigliosi: incontro con Sergio Staino su “Satira e Sogni”, che è il titolo della mostra che sta girando l’Italia. Al termine, poco prima di pranzo tutta la comunità locale dedica una targa ricordo ad Antonio Fabrini, martire delle Fosse Ardeatine, proprio nella centralissima via che già porta il suo nome, nel 70esimo anniversario della Liberazione. Nel tardo pomeriggio, dopo il secondo pranzo popolare, disseminati qui e lì nel paese si potranno ascoltare i racconti di Franco Arminio, reduce dal suo girovagare per paesi liminari tanto da farne una professione: il paesologo; quelli di Rotafixa, reduce del giro del mondo in bicicletta; e quelli di Alberto Fiorillo, leggero e corrosivo con l’Elogio dell’ascensore, reduce dal sali scendi nel suo palazzo.

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