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Ass. cristiana ucraini in Italia, integrati lavoratori e religiosi

20 febbraio 2014 | 17.53
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Roma, 20 feb. (Labitalia) - Integrati, lavoratori e religiosi. Questo l'identikit degli ucraini residenti in Italia fatto, per Labitalia, da Oles Horodetskyy, presidente dell'Associazione cristiana degli ucraini in Italia. "In Italia -dice- siamo tanti, soprattutto donne che lavorano in casa come badanti e colf. Per questo, il più delle volte, sono costrette a lasciare i propri figli in patria. Quella ucraina è una delle comunità che ha meno problemi con la legge e che vive una piena integrazione sociale e religiosa".

"La maggior parte -racconta- proviene dall'Ovest dell'Ucraina e decide di stabilirsi in diverse città italiane, indifferentemente al Nord e al Sud. Basta che si trova lavoro, anche perchè non è poi così difficile avere un posto nelle case degli italiani".

Ma la fede religiosa è un aspetto importante per la comunità. "Gli ucraini rappresentano - ricorda Oles Horodetskyy - la più grande chiesa cattolica orientale con oltre 140 parrocchie 'date in uso' dai vescovi italiani. Tuttavia, proprio a Roma, abbiamo la basilica di Santa Sofia e la chiesa dei Santi Sergio e Bacco degli Ucraini. Siamo osservanti e per questo siamo orgogliosi di poter avere a disposizione dei luoghi di culto".

"Sicuramente - ammette il presidente dell'Associazione cristiana degli ucraini in Italia - gli ucraini che vivono in Italia hanno una gran voglia di lavorare. Io stesso sono medico chirurgo, ma con la burocrazia che c'è non ho il riconoscimento della laurea. Ma non è stato un problema, ho sempre lavorato sia come badante sia come infermiere".

Per questo, dati alla mano, tra il 2010 e il 2012 (ultimi dati disponibili Caritas, ndr) c'è stato un incremento di ingressi di ucraini pari al 3%; all'inizio del 2013 erano 224.588. La maggior parte risulta residente in Lombardia (21,3%) e in Campania (18,3%), ma gli immigrati ucraini scelgono anche altre regioni italiane. Il 79,8% è donna e la maggior parte è impiegata nel settore familiare. Gli ucraini a 'lungo soggiornanti', cioè con un contratto a tempo indeterminato, raggiungono la percentuale del 49,2%.

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