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Università: Ass. docenti diritto tributario, no a 'scambi' sì a giudizi scientifici

02 ottobre 2017 | 16.06
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Raffaello Lupi

Nell'ambito dei concorsi universitari, condannare "fermamente ogni ‘scambio di valutazioni favorevoli’ all'interno delle commissioni e le eventuali istigazioni di docenti esterni", ma rivendicare al tempo stesso "anche il diritto-dovere degli appartenenti a ogni comunità scientifica di manifestare ai colleghi propri giudizi e apprezzamenti per la produzione scientifica di altri studiosi, compresi i candidati alle procedure di abilitazione scientifica nazionale". L'Associazione italiana professori di diritto tributario (Aipdt), "nell'auspicare che i professori coinvolti riescano a chiarire celermente le loro posizioni", interviene così a proposito dell’inchiesta sui concorsi universitari del settore.

"La valutazione -ribadisce la nota dell'Aipdt- attiene, infatti, a lavori già noti e non comporta lo svolgimento di alcuna prova scritta o orale. Palesemente fuorviante risulta anche l'importanza attribuita dai mezzi di comunicazione all'iscrizione dei professori alle relative associazioni, nate, come nella maggior parte delle comunità scientifiche, per avere una rappresentanza presso le istituzioni universitarie e gli organi di valutazione della ricerca, nonché come polo di aggregazione culturale, diretto all'organizzazione di pubblicazioni e convegni". "Nell'esprimere il proprio sostegno ai tanti studiosi meritevoli sul piano della ricerca e della didattica che hanno ottenuto l'abilitazione nei concorsi oggetto dell'inchiesta -conclude la nota- l'associazione si propone di contrastare ogni violazione delle regole che governano l’Accademia, prima di tutto riflettendo sul senso che, nel proprio settore del sapere, assumono i concetti di scientificità e di ricerca, al fine di individuare criteri sempre più condivisi nelle valutazioni del merito".

Per Raffaello Lupi, professore di Diritto tributario all'Università di Roma Tor Vergata, uno dei nodi della questione è la dispersione delle materie. "Nelle scienze sociali di cui anche il diritto tributario fa parte -dice a Labitalia- bisogna compattare le materie, spazzando via i raggruppamenti piccoli, inevitabilmente 'clientelar-nepotistici', dove con una cena aggiusti i concorsi". "L'orticello si sa -conclude- piace perchè si gestisce meglio".

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