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Siria: assiri ancora nel mirino Is, prossimo obiettivo Tel Tamar

11 marzo 2015 | 14.47
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Lo rivelano fonti assire ad Aki-Adnkronos International: occupati i villaggi a nord del fiume Khabur, ora i miliziani si spostano sulla riva sud.

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"Il prossimo obiettivo dello Stato islamico (Is) nel nordest della Siria è la cittadina di Tel Tamar alla luce della sua posizione strategica nei pressi del confine con la Turchia". E' quanto spiegano ad Aki-Adnkronos International fonti assire siriane, rivelando che sabato notte l'Is ha completato l'occupazione dei villaggi assiri lungo la riva nord del fiume Khabur e si è trasferito sulla riva sud.

Sempre da Tel Tamar "passano le principali direttrici che portano a tutte le città della provincia di al-Hasakeh, ad Aleppo e al confine con l'Iraq", aggiungono le fonti. Intanto, le autorità politiche e religiose assire cristiane hanno espresso indignazione per la "pusillanimità" per l'inazione tanto della coalizione internazionale quanto del regime di fronte all'avanzata dell'Is iniziata il 23 febbraio.

"Purtroppo la posizione degli Usa e dei suoi alleati occidentali, arabi e regionali si è limitata ai comunicati di condanna che a quanto pare sono serviti solo a placare gli animi degli assiri, i quali chiedevano alla comunità internazionale di assumersi le sue responsabilità e intervenire per salvarli dal pericolo di una strage", dice ad Aki-Adnkronos International l'attivista per i diritti delle minoranze Yousef Suleiman.

"Da quando l'Is ha assediato la regione, l'esercito siriano è assente sulla scena delle operazioni, nonostante le sue postazioni si trovino a 15 km da quelle dei miliziani, come se i leader delle forze governative avessero prestato giuramento di non intervenire fino a quando l'ultimo assiro non sarà stato annientato", afferma l'esperto.

Secondo l'attivista, "i discorsi dei governi occidentali sulla necessità di proteggere i cristiani e le minoranze in Siria e Iraq" non hanno fatto altro che "aizzare le organizzazioni estremiste e terroristiche di stampo islamico contro queste minoranze", tant'è vero che "le operazioni terroristiche contro di esse si sono moltiplicate senza che quei governi abbiano fatto nulla per salvarle".

Per Suleiman "aprire le porte ai rifugiati assiri siriani, come è stato fatto con quelli iracheni di Ninive, anziché garantire loro zone sicure in patria, come accadde con i curdi nel 1991" non è la soluzione, anzi "serve gli obiettivi e le agende delle organizzazioni terroristiche che mirano a svuotare la Siria l'Iraq e gli altri Paesi del Vicino Oriente della comunità cristiana originaria". Quanto ai cristiani assiri rapiti dall'Is, fonti assire affermano che le loro sorti restano ignote, ma si teme possano essere usati come scudi umani dagli estremisti per proteggere le loro postazioni dai raid militari della coalizione internazionale.

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