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Assistenza vocale personalizzata: da Siri e Cortana alla voce della mamma

06 maggio 2021 | 07.30
LETTURA: 3 minuti

I pregiudizi d'interfaccia sembrano superati dopo che Siri ha tolto la voce guida femminile come predefinita. E, allora, perché non sceglierne una che parli romanesco, ci guidi nell'ecommerce e sia ottimista?

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Quando hanno cominciato a parlare dai telefoni, dai navigatori e dai sistemi operativi, le voci guida, insomma le assistenti virtuali erano donne. E femminili le loro voci. Siri a parte, Alexa, Cortana e altre si sono subito presentate con voci suadenti ma decise. Al che, sono seguite immediate le critiche e quella riprovazione sociale, soprattutto social, che determina immediati cambi di rotta commerciali. Possibile che debba sempre ripresentarsi l’equazione: assistente = donna? Al che, con l'aggiornamento di iOS 10 di Siri, è spuntata la prima voce maschile. La questione si è, a questo punto, spostata sul fatto che, comunque, l'opzione predefinita fosse e restasse una voce femminile e che, per sostituirla, occorresse mettersi a cercare l'alternativa e aspettare che il dispositivo scaricasse tutte le informazioni necessarie per cambiare le impostazioni.

Negli anni nuove voci di tutti i tipi si sono aggiunge alle funzioni vocali di assistenza. Da poco Apple ha inserito altre due nuove voci alle offerte in inglese di Siri ed eliminato la selezione predefinita di “voce femminile". Ogni persona che configura Siri sceglie una voce, fin dalla prima volta, a suo gusto. L'agnosticismo linguistico, oltre a superare i pregiudizi almeno a livello tecnologico, apre la strada a un'interessante prospettiva: la personalizzazione delle preferenze. La fonologia studia i sistemi di suoni, anche dal punto di vista dell'azione che esercitano nella mente. Ovvero, per quanto possa essere utile a questa riflessione, è possibile immaginare l'evoluzione di un assistenza vocale che tenga conto della diversità dei suoni, delle pronunce, perfino delle pause e del tono per intercettare i nostri gusti, perfino i nostri bisogni. Perché non posso sentirmi attratto, oggi, da una voce che mi sappia rassicurare oppure, se ho mal di testa, che parli piano, lentamente, per farmi capire bene quello che sta dicendo?

“Caccia i sòrdi...”, dice così uno dei distributori di carburante installato da Eni in alcune stazioni di servizio d'Italia. Infatti, è in grado di parlare il dialetto locale, in questo caso romanesco. Ma siamo appena all'inizio. Il solo Siri gestisce 25 miliardi di richieste al mese su oltre 500 milioni di dispositivi e supporta 21 lingue in 36 paesi. Immaginiamo cosa potrebbe accadere se la strada della personalizzazione dovesse avere un interesse commerciale e se le voci potessero guidarci in operazioni di acquisto ecommerce. Ogni giorno, a seconda dell'umore, potrei scegliere una voce diversa, calda o sprezzante se ho piacere di essere trattato male, altrimenti sensuale o professionale. Con il dialetto che mi fa sentire a casa, magari anche in grado di apprendere, attraverso la relazione, quali sono le cose che mi danno fastidio da ascoltare e quali le parole che possono rendono il clima più sereno, anche per una transazione commerciale. Un ritmo che accelera quando ho fretta e prende delle necessarie pause verso sera quando la concentrazione diminuisce. A volte, perfino, potrei scegliere l'opzione con la voce della mamma.

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