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Assolto Cangialosi, morte di Matilda resta un mistero

21 dicembre 2018 | 17.32
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

Resta senza un colpevole la morte di Matilda. E' stato assolto Antonio Cangialosi, l'uomo accusato di omicidio preterintenzionale per il decesso della bimba di 22 mesi, che ha perso la vita il 2 luglio 2005 nella villetta di Roasio nel vercellese, in seguito a un trauma alla schiena che le procurò gravi lesioni agli organi interni e una violenta emorragia. Lo ha deciso la Corte d'Assise d'Appello di Torino. Nel dicembre 2016 l'uomo era stato assolto,  con rito abbreviato, per non aver commesso il fatto. 

L'uomo, già prosciolto una prima volta, era nuovamente finito sul banco degli imputati dopo che la Cassazione aveva annullato la decisione del gip di non doversi procedere nei suoi confronti, accogliendo il ricorso dei legali della mamma della piccina. La donna era stata assolta nel 2012 in via definitiva. E i suoi legali avevano presentato ricorso, accolto dalla Cassazione, contro la decisione del gip di non processare l'ex compagno. La morte della piccola, a 13 anni di distanza, resta un mistero. "Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza, dopodiché faremo ricorso in Cassazione" ha detto Roberto Scheda, avvocato di Elena Romani, che si è costituita parte civile nel processo in Corte d'Assise d'Appello di Torino per la morte della figlioletta. "Il peccato originale di questa vicenda - aggiunge - va ricercato all'inizio, nel non aver mandato a giudizio entrambi contemporaneamente".

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